
Alla Procura della Repubblica
presso il Tribunale di ROMA
Esposto-
Denuncia
Il sottoscritto Mario BROGLIO MONTANI, nato a Roma il 9 Dicembre 1937
e residente in Fiumicino – Via Giorgio Giorgis n. 38, espone quanto
segue a codesta Autorità Giudiziaria affinché tutto quanto
rappresentato e documentato con la presente denuncia sia oggetto, per
gli aspetti penalmente rilevanti, di approfondito esame al fine di
consentire l’accertamento individuale delle gravi responsabilità
all’interno del Corpo della Guardia di Finanza (Nucleo Regionale di
Polizia Tributaria di Bari e/o Comando Generale della Guardia di
Finanza di Roma) e/o, ove questo dimostri di aver compiuto gli atti
dovuti con la regolare trasmissione degli esposti alla Procura della
Repubblica competente, all’interno stesso delle Procure della
Repubblica di Bari e Roma per le gravissime negligenze, omissioni e
quant’altro di più grave configurabile come reato.
Con Verbale del 23 Dicembre 1996 (Allegato N. 1) redatto presso
l’Ufficio Relazioni con il Pubblico del Comando Generale della Guardia
di Finanza in Roma, alla presenza degli Ufficiali di PG Ten. Roberto
GIAMPIETRO, Mar. Rosario EACO e Mar. Michele BIANCO e del
sottoscritto, veniva consegnata ed acquisita copia del "dossier
Giustizia in Puglia" del 20 Dicembre 1996 a firma dello scrivente,
indirizzato al detto Comando per quanto di specifica competenza e
costituito da una relazione di 19 pagine (Allegato N. 2) e 14
allegati.
Alle pagine 8 e 9 – punto 2.5, 3.0 3.0-a/b/c/d di detto dossier, si fa
menzione al Procedimento N. 6968/94 R.G.N.R. aperto a Bari sulla base
di una missiva datata 26 Luglio 1994 <con allegata lettera al P.M.
dr. COLANGELO> rimessa in plico riservato e sigillato all’allora
nuovo Comandante del Nucleo Regionale di Polizia Tributaria di Bari,
Procedimento poi archiviato su richiesta del P.M. il successivo 20
Settembre 1995.
Come può leggersi nelle conclusioni dell’esposto <pagina 19>,
il sottoscritto, rimanendo a disposizione per il proseguo delle
indagini, chiedeva di poter essere informato sugli sviluppi
dell’inchiesta, "ivi compresa ogni eventuale nuova ipotesi di
archiviazione".
In assenza (all'epoca e, purtroppo ancora a tutt’oggi) di
convocazione da parte di alcun Magistrato o Organo di PG da questi
delegato ne, tantomeno, dell’Ufficio operativo del Comando Generale,
essendo venuto a conoscenza che altri
accadimenti temuti e segnalati nella missiva del 26 Luglio ’94 avevano
trovato puntuale attuazione, lo scrivente, in data 26 Agosto 1997,
formulava l’Esposto-Denuncia
– Integrazione al dossier Giustizia in Puglia" indirizzato
specificatamente ed unicamente al Comando Generale della Guardia di
Finanza di Roma. In questo Esposto-Denuncia, consegnato personalmente
al Ten. Roberto GIAMPIETRO presso l’Ufficio Relazioni con il Pubblico
del Comando Generale (Allegato N. 3) lo stesso 26 Agosto 1997,
si anticipava che, "con promemoria a parte" e in relazione al
Procedimento N. 6968/94 R.G.N.R. archiviato a Bari, sarebbe stato
fornito ogni ulteriore elemento "utile alla ricostruzione della
verità che non è quella che si rileva dalla lettura della richiesta di
archiviazione del P.M…..". Nelle conclusioni di rito, ovviamente,
veniva reiterata la richiesta di essere informato su ogni eventuale
richiesta di archiviazione.
Il
giorno successivo 27 Agosto 1997, causa cardiopatia ipertensiva, il
sottoscritto veniva ricoverato presso l’Ospedale Giovan Battista
Grassi di Ostia da dove veniva dimesso il successivo 30 Agosto con il
suggerimento terapeutico di "evitare stress psichici e fisici"
(Allegato N. 4).
Il giorno 2
Settembre ’97 tuttavia, facendo riferimento a quanto preannunciato
nell’Esposto - Integrazione del 26 Agosto 1997 in relazione al
Procedimento N. 6968 R.G.N.R. di cui sopra, il sottoscritto confermava
al Comando Generale della Guardia di Finanza – alla cortese attenzione
del Ten. GIAMPIETRO – "l’intenzione di rendere noti, per motivi di
verità e di giustizia, ulteriori elementi e circostanze di cui è
venuto a conoscenza". Con tale missiva, trasmessa al Terminale Fax
442.23.745 alle ore 12:45 circa del 2 Settembre, si chiedeva inoltre,
considerato l’oggetto e la delicatezza della vicenda, di essere
sentito personalmente su precise e specifiche circostanze
(Allegato N.
5).
In data 13
Ottobre, con riferimento alla comunicazione del 2 Settembre 1997, il
sottoscritto inoltrava al Terminale Fax 442.23.745 del Comando
Generale un primo sollecito
(Allegato N.
6).
Un secondo sollecito veniva dal sottoscritto avanzato con la
Raccomandata N. 5978 del 25 Ottobre 1997 che accompagnava
l’Esposto-Integrazione N. 2 del 24 Ottobre 1997 indirizzato, oltre che
al Comando Generale della Guardia di Finanza, ad altre Istituzioni
della Repubblica (Allegato N. 7).
Orbene, precisato che tutto quanto sopra rappresentato al Comando
Nucleo Regionale di Polizia Tributaria di Bari con le missive del 26
Luglio 1994 ed il successivo Verbale (con acquisizione di "copiosa
documentazione") del 20 Gennaio 1995 prima, ed al Comando Generale
della Guardia di Finanza in Roma con l’Esposto-Integrazione al dossier
del 26 Agosto 1997 dopo, ha trovato preciso e puntuale accadimento
come può riscontrarsi dalle Visure effettuate recentemente presso
l’ufficio dei Registri Immobiliari di Bari <e ciò con gravissimo
danno per i creditori rappresentati dalla curatela fallimentare e per
gli interessi generali dello stesso sottoscritto> è opportuno, per
motivi di verità e di giustizia, che l’intera vicenda venga esaminata
alla luce delle gravi e ingiustificate "negligenze" e "omissioni" da
parte del Comando Generale e per esso anche dello stesso Comandante
Gen. Rolando MOSCA MOSCHINI che, nel caso specifico, ha dimostrato una
non indifferente dose di temerario menefreghismo e arroganza.
La provata inerzia del
Comando, nella fattispecie, non ha soltanto denegato giustizia al
sottoscritto, ma ha impedito che anche a Bari, come già avvenuto a
Milano ed in altre città, si potesse procedere ad una, se non
radicale, di certo salutare "pulizia" riducendo il numero delle
cosiddette "mele marce" che il Comandante Generale, solo a parole,
afferma di voler "cacciare". Nella sostanza, infatti, il comportamento
gravemente omissivo del Comando Generale <istituzionalmente
delegato al controllo> nulla fa per individuare e gettare nella
spazzatura queste "mele marce"; anzi, l’impunità che ad esse assicura
rende ancor più temeraria la loro "attività" e agevola il
deterioramento di altri "frutti" geneticamente predisposti.
Quanto sopra esposto, peraltro, sembra trovare un preciso riscontro
dall’inchiesta svolta a Venezia nel 1997. A pagina 4 del quotidiano
"la Repubblica" del 20 Dicembre 1997 (Allegato N. 8) sotto il
titolo a 5 colonne "Le Fiamme Gialle promettono – Cacceremo le mele
marce", si leggono precise e categoriche promesse del Gen. MOSCA
MOSCHINI. In 6° colonna però, sotto la fotografia del Generale, una
corrispondenza da Venezia all’epoca sfuggita all’occhio del
sottoscritto, cita un’ordinanza del Giudice Mastelloni: "Se volevano,
al Comando Generale della Guardia di Finanza, avrebbero potuto far
velocemente pulizia" e, più avanti, "C’è, infatti, chi aveva
telefonato al Comando Generale di Roma per segnalare "l’illecito e
vessatorio operato" nel Veneto del colonnello Mauro PETRASSI <ndr –
quello stesso che era a Bari?!> ora arrestato, ma nessuno si
mosse".
Lo stesso 20
Dicembre il sottoscritto, convinto della assoluta buona fede del
Comandante Generale ritenne di formulare personalmente al Gen. Rolando
MOSCA MOSCHINI una lettera - riservata personale – che, chiusa in
doppia busta e sigillata, venne inoltrata con raccomandata A.R. n.
4781, regolarmente pervenuta al Comando Generale il successivo 24
Dicembre 1997
(Allegato N.
9).
Il 18 Marzo 1998, a
distanza di tre mesi dall’invio della missiva riservata, non
riscontrata, il sottoscritto ha quindi formulato la "LETTERA APERTA al
COMANDANTE GENERALE della GUARDIA di FINANZA" inviandola al Terminale
fax della Segreteria del Comandante (Allegato N. 10). Copia
della "Lettera Aperta …." veniva inoltre recapitata lo stesso 18 Marzo
alla redazione del quotidiano "la Repubblica" all’attenzione
dell’autore della corrispondenza, senza alcun seguito.
Il sottoscritto, ritenendo quanto mai grave che precise e
circostanziate segnalazioni su annunciati comportamenti penalmente
perseguibili, rappresentati, documentati e responsabilmente
sottoscritti al Comando Nucleo Regionale di Polizia Tributaria di Bari
il 20 Gennaio 1995 ed al Comando Generale di Roma con il citato
dossier "Giustizia in Puglia" consegnato il 23 Dicembre 1996 e
l’Esposto Integrazione del 26 Agosto 1997, non abbiano impedito al
denunciato Sig. Vittorio SPEDICATI di vedere realizzati i suoi
intendimenti, intende perseguire nelle opportune sedi giudiziarie,
tutti coloro che venendo meno ai propri doveri, hanno omesso di
adempiere responsabilmente, e con la dovuta diligenza, ogni atto
dovuto.
Valga, ad esempio, quanto riportato nella missiva datata 26 Luglio
1994 indirizzata al P.M. dott. COLANGELO e allegata alla missiva
indirizzata in pari data all’allora nuovo Comandante del Nucleo
Regionale di Polizia Tributaria di Bari circa l’intendimento del
citato SPEDICATI di porre in vendita <non appena appreso
dell’Istanza del sottoscritto tesa ad ottenere l’autorizzazione per
sequestro cautelativo dei beni a lui riconducibili> la villa
acquistata l’11 Novembre 1993 all’Ufficio Fallimenti di Bari per
l’importo imponibile di lire 350.000.000.- Ed a nulla è servito l’aver
partecipato al Cap. Giovanni FALCONE e fatto mettere nel Verbale
redatto il 20 gennaio 1995 presso il Comando Nucleo Regionale di
Polizia Tributaria le significative due circostanze:
"- la villa acquistata dallo SPEDICATI nel novembre 1993 all’asta
giudiziaria del Tribunale di Bari ed intestata alla di lui figlia
Carla Filomena, è stata venduta recentemente con la stipula di un
compromesso a favore di tale VALENZA n.m.i."
" a conferma di quanto già detto nella nota allegata all’esposto del
26.07.94 aggiungo che la MOBILMET S.p.A. di Putignano verserebbe in
condizioni prefallimentari, allo stato garantita da alcune
fidejussioni prestate dallo SPEDICATI a favore di alcuni Istituti di
Credito".
Ebbene, si riscontra oggi, dalle Visure dell’Ufficio dei Registri
Immobiliari di Bari (allegato N. 13) che tutto quanto
rappresentato con gli esposti-istanze del 30 Novembre (allegato N.
11) e 14 Dicembre 1993 (Allegato N. 12) e solo parzialmente
confermato con la più volte citata missiva del 26 Luglio 1997, ha
trovato puntuale e preciso accadimento:
SPEDICATI Vittorio
Atto 33843 del 19/10/1994 – vendita del fondo acquistato per il
valore dichiarato di lire 2.000.000 a tale RONCO Donato per il
valore dichiarato di lire 34.000.000;
Atto 25270 del
28/07/1995 – CITAZIONE a
favore Credito Italiano di Genova contro SPEDICATI Vittorio e
CONTEGIACOMO Angelo Raffaele <si legga vicenda Mobilmet
s.p.a. a pag. 2 della missiva 26/07/1994> Particolare n. 18976.
"Atto di citazione per
dichiarare e riconoscere simulato l’atto di compravendita per atto
di Marcantonio relativo ad immobile in Putignano;
Atto 1626 del 15/01/1997 –
CITAZIONE a favore Monte dei
Paschi di Siena contro SPEDICATI Vittorio –
Particolare n. 1383.
Revoca atti soggetti a
trascrizione relativo a Immobili in Putignano;
SPEDICATI Carla Filomena
Atto 13115 del 19/04/1993 – CESSIONE
dell’appartamento acquistato nel 1992 al Tribunale Fallimentare di
Bari a DALESSANDRO Maria Nives, consocia del padre Vittorio nella
società NEWTEC s.r.l. <missiva
26/07/1994 pag. 2 - I° paragr.>;
Atto
12616 del 14/04/1995 – VENDITA della villa acquistatagli dal padre
Vittorio l’11 Novembre 1993 per l’importo imponibile di lire
350.000.000 <più spese di aggiudicazione> a favore di VALENZA
Massimo che, nel
Verbale redatto dal Capitano FALCONE il 20 Gennaio 1995, venne
indicato come beneficiario del compromesso di vendita.
Significativo che la
cessione risulti effettuata allo stesso prezzo di aggiudicazione
<lire 350.000.000> malgrado che l’acquisto di beni dal Giudice
dell’Esecuzione comporti un costo aggiuntivo di circa il 15% e non
consenta, per il soggetto privato, il recupero dell’eventuale I.V.A.
pagata.
ARABIA Flora in SPEDICATI
Atto 23367 del 15/07/1994 – DONAZIONE a favore della figlia
SPEDICATI Anna dei locali commerciali siti in Bari – Via Postiglione
4/4-a - acquistati con Atto 19845 del 25/06/1985 per il valore
dichiarato di lire 260.000.000. <missiva 26/07/1994 pag. 2 - I°
paragr.>; la società NEWTEC s.r.l. dello SPEDICATI, come
rappresentato nell’esposto-denuncia integrazione del 26 Agosto 1997
rimessa al Comando Generale della Guardia di Finanza risultava, a
differenza di quanto rappresentato nella lettera del 26 Luglio 1994,
non è più presente a quell’indirizzo e molto probabilmente, come dal
sottoscritto preannunciato nell’esposto-istanza al G.D. del 14
Dicembre 1993 <I° e II° paragr. a pag. 2> risulterà più o
meno fittiziamente dismessa e/o liquidata.
A
pag. 2 – II° paragr. della missiva 26 Luglio 1994 si legge:
"E’ altresì interessante seguire la storia della MOBILMET s.p.a. di
Putignano – Capitale Sociale lire 500.000.000 – la cui maggioranza
venne acquisita a Luglio del 1989 dal predetto Vittorio SPEDICATI e
le cui azioni sarebbero state riacquistate dal socio minoritario
Raffaele CONTEGIACOMO notoriamente, si dice, sempre "in bolletta".
Orbene, la conferma delle operazioni fittizie si ha dall’esame della
Visure della Camera di Commercio del ‘93, dagli accadimenti successivi
ed infine dall’esame delle recenti Visure dei Registri Immobiliari di
Bari: la Mobilmet, dichiarata fallita, vede prossimamente processato
per bancarotta il prestanome Raffaele CONTEGIACOMO, Vittorio SPEDICATI,
proprietario occulto, risponde solo ed unicamente per le fidejussioni
bancarie prestate, entrambi dovranno rispondere alle citazioni dei due
Istituti bancari per presunte, simulate, compravendite.
A
pag. 2 – III° paragr. della stessa missiva, a proposito di
"protettori", si legge:
"Essendo
comunque stanco di sentirmi ripetere "lasci perdere! SPEDICATI è
troppo potente, SPEDICATI ha un fratello pezzo grosso nella Guardia
di Finanza, SPEDICATI è intoccabile ecc. ecc.".
Orbene, la notizia " SPEDICATI ha un fratello pezzo grosso nella
Guardia di Finanza" non ha trovato, a differenza delle altre due,
riscontro nella realtà. Oggi tuttavia, alla luce di nuovi elementi che
hanno suggerito la necessità di procedere ad un più approfondito
riesame cronologico degli avvenimenti, il sottoscritto è però in grado
di rappresentare responsabilmente e con sufficiente fondatezza quanto
allora avvenuto, consentendo altresì l’individuazione dell’Ufficiale
della Guardia di Finanza che molto probabilmente, sia pure per un
semplice scambio di cortesia, potrebbe avere influito negativamente
sull’esito di alcune delle azioni penali promosse e, da non escludere,
sulla sospetta e ingiusta archiviazione del Procedimento N. 6968/94
R.G.N.R. a Bari.
Per
quanto riguarda il contenuto della missiva del 2 Settembre 1997 <alleg.
5 > inviata al Comando Generale della Guardia di Finanza,
specificatamente per rendere noti ulteriori elementi acquisiti in
relazione al citato Procedimento, il sottoscritto rimane a
disposizione di codesta Procura della Repubblica per ogni proseguo di
Legge.
Lo scrivente, in attesa di venire opportunamente ascoltato, anticipa
la ferma volontà di perseguire, anche con la costituzione di parte
civile nell’eventuale giudizio penale, tutti coloro, siano essi
appartenenti al Corpo della Guardia di Finanza che hanno omesso, pur
obbligati, di informare la competente Procura della Repubblica e/o
(se risulti tale atto adempiuto) il P.M. che per grave negligenza
e/o per dolo e colpa grave, hanno omesso di compiere gli atti dovuti
impedendo nella fattispecie il normale corso di giustizia.
Per i suesposti motivi lo scrivente chiede fin d’ora che, nei limiti
consentiti, possa venire informato sulla evoluzione delle indagini e
che, soprattutto, venga preventivamente informato, secondo le vigenti
norme di Legge, su ogni eventuale richiesta di archiviazione da parte
del P.M. procedente.
Con
osservanza.
Fiumicino, 17 Novembre 1999
f.to
Mario Broglio Montani