Egregio Pubblico Ministero,

nel complimentarmi con Lei per la notorietà conseguita grazie alla sua inchiesta sulle toghe sporche lucane, non posso non segnalarle il grave disappunto nel vedere che tutto quanto segnalato e responsabilmente documentato con l'Esposto-Dossier "Giustizia in Puglia" datato 20 Dicembre 1996 (consegnato personalmente nella mattinata del successivo 23 al Quirinale, alla Procura Generale presso la Corte dei Conti, al Comando Generale della Guardia di Finanza - Verbale redatto dagli Ufficiali di P.G. Ten. Roberto Giampietro e M.lli Bianco e Eaco - e, per tramite della Stazione Carabinieri di Putignano trasmesso al Procuratore Generale della Procura di Potenza) ha trovato, con l'arrivo nel capoluogo lucano di un magistrato estraneo ai da me denunciati condizionamenti ambientali, preciso e puntuale riscontro.

Ricorderà la mia visita del 3 Giugno del 2005 quando, dopo l'ingiusta Sentenza di condanna a 4 mesi emessa dal Tribunale di Arezzo per diffamazione a danno del suo amico e sodale P.M. Vincenzo Barba decisi, prima di rientrare a Buenos Aires, di raggiungere Catanzaro previo accordi con la Sua Segreteria.

Un incontro, quello di due anni fa, che mi convinse alla pazienza, posto che Lei mi riferì di essere in attesa di ricevere i disposti accertamenti e pertanto non in grado di potermi fornire al momento alcuna informazione sulla posizione del Fascicolo trasmesso a Catanzaro dalla Procura di Firenze.

Ricorderà che nelle more del ricorso in Appello avverso l'iniqua condanna, inviai alcuni Fax alla sua Segreteria sollecitando un interessamento affinchè il Fascicolo 76/00 aperto dalla Procura di Potenza il 2 Marzo 2000 a seguito della ricezione della "Lettera Aperta al P.M. Vincenzo Barba" e trasmesso il successivo 29 Marzo a Catanzaro, tornasse alla luce dopo le contradditorie versioni fornite dalla Cancelleria e oggetto della "Lettera Aperta al P.M. dott. Spagnuolo" ora Procuratore aggiunto presso la sua Procura.

Orbene, dopo la ricezione della Richiesta di Archiviazione da Lei presentata al GIP il 18 Gennaio 2006 notificatami dal Consolato d'Italia in Mar del Plata il 22 Giugno 2006, mi sono premurato di formulare in soli 3 giorni un documentata Opposizione che venne spedita la mattina del 27 Giugno al G.I.P. - F.D.P. tramite corriere espresso DHL e pervenuta nei termini.

Nell'autunno scorso venni informato dal mio legale di Catanzaro che il Fascicolo era stato assegnato al GIP e che presto mi avrebbe comunicato la data di fissazione dell'udienza.

Ho invece subito, come ormai consueto da oltre 15 anni, l'ennesima vergognosa iniquità: archiviato non so ancora con quale sua motivazione, comunque ignominiosa, per l'assai inspiegabile tempo da lei impiegato per un accertamento che richiedeva si e no, 10 - 15 giorni: le prove dell'uso strumentale del potere da parte del Barba, al fine di porre al sicuro da gravi conseguenze giudiziarie, in particolare, i suoi disonesti colleghi baresi (e per questo ne hanno vergognosamente beneficato l'ex Provveditore agli Studi di Bari Giuseppe Brienza, Vittorio Spedicati, professionista della corruzione laureatosi a pieni voti alla Facoltà Camorristica del casertano, Patrocinata dall'Ing. C. Olivetti & C. S.p.A., e per questo chiamato dalla Patrocinante a sostituirmi nella "Concessionaria Esclusivista Olivetti per la zona di Putignano" dopo la rinuncia per non scendere a compromessi con la mia coscienza accettando, come la quasi totalità dei "Concessionari Esclusivisti" faceva, il perverso Sistema Olivetti delle "tre carte", ovverosia dei tre preventivi preparati in casa propria con i fogli di carta intestata scambiati con i colleghi vicini).

E lei, questa vergogna, l'aveva nell'allegato N. 6 del dossier "Giustizia in Puglia", in calce all'esemplare Sentenza che gli irreprensibili Magistrati della Terza Sezione Penale del Tribunale di Bari emisero, pur in assenza di costituzione di parte civile (e della deplorevole svista delle "tre carte" che avrebbe ridotto il processo ad una sola udienza) l'ormai lontano 21 Dicembre 1994. Le conseguenze dal sottoscritto subite, a livello morale, economico, fisico, psichico ed esistenziale le trova in questo stesso sito ed io l'invito a prenderne visione per farsi un esame di coscienza: anche Lei, forse proprio per quei condizionamenti ambientali pugliesi-lucani da me più volte invano rappresentati e documentati, si è reso corresponsabile delle mie sofferenze e del lungo calvario che il prossimo 28 Giugno 2007 coincide con i 33 anni di Gesù Cristo, posto che le mie dimissioni da funzionario Olivetti e la nomina a "Concessionario Esclusivista per la zona di Putignano" venne da me firmato a Milano il 28 Giugno 1974.

L'invio in archivio, in violazione degli obblighi imposti dall'art. 55 del c.p.p., della competenza territoriale ecc. del dossier del 20 Dicembre 1996 (stralcio) da parte del suo amico Barba ha messo al sicuro dalla Giustizia terrena (non da quella divina. Dio non paga il sabato...) diversi suoi reprensibili colleghi: alla Procura di Bari Giovanni Leonardi (beneficiario lo stesso personaggio per il quale l'allora P.M. Nicola Magrone ne aveva richiesto l'arresto)Antonucci, De Risi, Ambrosio, Vincenzo Maria Bisceglia, Gaetano De Bari, Giovanni Colangelo, i GIP Sabatelli ed Emilio Marzano attuale Procuratore della Repubblica di Bari ed anche, per la protezione del corruttore Vittorio Spedicati, il Gen. Rolando Mosca Moschini al quale il Presidente Napolitano ha addirittura demandato la scelta del successore del Gen. Speciale.

Nel sito www.vergogna-italiana.info è ancora presente il link "Lettere Aperte in preparazione" con l'anticipazione che quella a lei riservata sarebbe stata inoltrata all'avvenuto deposito del ricorso. Non assolsi al mio impegno solo perchè, contrariamente al vero, venni informato dal corrispondente del Corriere della Sera da Catanzaro dott. Carlo Macrì che Lei era persona irreprensibile su cui potevo fare affidamento.

Ora, preso atto che buona parte di quello che oggi sta venendo alla luce poteva essere scritto oltre dieci anni fa (si rilegga il dossier "Giustizia in Puglia" del 20-12-1996 - inviato in archivio dal suo amico delinquente Vincenzo Barba come "atto non costituente notizia di reato", l'Integrazione del 26 Agosto 1997 depositata personalmente lo stesso giorno al Comando Generale della GG.FF. (Verbale Ten. Roberto Giampietro e M.lli Eaco e Bianco) e l'Integrazione 2 del 24 Ottobre 1977 fatta pervenire alle massime Istituzioni, la ringrazio per la sua temerarietà visto che le prove, inconfutabili, delle responsabilità dei magistrati della Corte d'Appello di Bari prima e del loro protettore e suo sodale Vincenzo Barba poi, si trovano proprio tra i documenti archiviati che ora, con la richiesta di estrazione di copie aggiornata alla data del rilascio della documentazione, mi consentono di poter agire legittimamente, senza prescrizioni, contro il Governo Italiano e la Corte Europea di Strasburgo.

Prima di salutarLa con un arrivederci a presto, la invito a leggere il Decreto di Sequestro del mio sito web http://www.brogliomontani.it emesso dal GIP di Perugia su richiesta del Barba (addebito al suo amico di essere sottoposto a Centri di Potere... aveva proprio ragione), e la vicenda dell'alto Magistrato della Corte dei Conti Giovanni Sferra che, per dare una mano all'indegno suo collega, voleva delegittimarmi con dei suggerimenti che adesso intende smentire: la vicenda associttadini - sferra_bernardi_mannici.

Anche a Lei, ovviamente, l'invito a formulare senza indugio una denuncia-querela nei miei confronti, invito che mi auguro non risulti vano come i tanti già avanzati a numerosissimi suoi colleghi indegni della Toga che indossano e di ogni vivere civile.

 

Mario Broglio Montani

Indirizzo per la denuncia-querela

Mario Broglio Montani

Olavarria, 2422

07600 Mar del Plata

Notifiche Giudiziarie: Consolato d'Italia in Mar del Plata - Ufficio Notarile - Fax: 0054-223-4518623

Allegato: Copia Passaporto

 

 

 

Integrazione alla

"Lettera Aperta al P.M. Luigi De Magistris" del 10 Giugno 2007

 

Egregio Pubblico Ministero,

iniziando a leggere la corrispondenza da Catanzaro pubblicata su "la Repubblica" di oggi, lunedì 18 giugno 2007, ho subito pensato che avrei dovuto ricredermi sulla sua irreprensibilità di magistrato, avendo indentificato nel Generale della Guardia di Finanza entrato nelle sue indagini, il protettore del professionista dell'evasione fiscale e della corruzione chiamato dalla Olivetti a sostituirmi nella "Concessionaria Esclusivista per la zona di Putignano" (dopo le mie dimissioni del 21 Luglio del 1977) ovverosia, (come dalle anticipazioni di Panorama del maggio del 2006 richiamate nel mio "Appello-Denuncia" dell'11 Luglio 2006 con firma debitamente legalizzata ai sensi della Convenzione dell'Aia e quindi giuridicamente valida per il Governo italiano) il potentissimo Gen. Rolando Mosca Moschini.

 

Sul "Corriere della Sera" di venerdì 15 Giugno scorso, in prima pagina sotto il titolo

 

D'Alema: giudici distratti, qualcuno paghi

Intercettazioni, critiche a magistrati e avvocati: suk e arrogante illegalità

 

si legge nel secondo paragrafo:

 

Secondo il Ministro degli Esteri, la diffusione delle intercettazioni non è soltanto "uno spettacolo indecente" ma anche "un reato e mi aspetto che qualcuno venga perseguito perchè in Italia c'è l'obbligatorietà dell'azione penale".

 

Se dunque in Italia, come afferma il Ministro D'Alema, c'è l'obbligatorietà dell'azione penale ch'io pensavo fosse stata abolita, può spiegarmi egregio Pubblico Ministero per quale motivo il suo amico e sodale P.M. Vincenzo Barba ha inviato in archivio come atto non costituente notizia di reato il dossier "Giustizia in Puglia" del 20 Dicembre 1996 che, tra i 14 allegati, conteneva numerose denunce responsabilmente firmate e trasmesse, alcune, anche all'allora Ministro di Grazia e Giustizia Giovanni Maria Flick? Per sua memoria le elenco di seguito, indicando in quale inserto della documentazione al suo esame ora, per suo volere seppellita in archivio, può rileggerle:

Preso atto che per l'On. D'Alema le intercettazioni non sono soltanto "uno spettacolo indecente" ma anche un reato perseguibile d'ufficio, le chiedo: Non è piu' grave vedere pubblicate in Internet "esposti, denunce, lettere aperte..." che denunciano reati gravissimi e constatare l'ignominioso silenzio  di magistrati, politici, editorialisti o semplici giornalisti informati tutti direttamente o indirettamente dei veri "curriculum" dei personaggi chiamati in causa, responsabili di aver violato sistematicamente molti articoli del codice penale?

 

Legga la "Quarta Lettera Aperta al Gen. Rolando Mosca Moschini", "l'Appello-Denuncia" dell'11 Luglio 2006 a firma del sottoscritto (debitamente legalizzata ai sensi e per gli effetti della Convenzione dell'Aia sulla validità giuridica della documenti trasmessa alla Magistratura) ed eserciti l'obbligatoria azione penale iscrivendo il mio nome a Modello 21, disponendo la notifica dell'Informazione di Garanzia prevista dall'art. 369 del c.p.p. per i reati dui cui agli artt. 368 e 595 c.p.

 

Non trascuri di esaminare, nell'allegato N. 8 del dossier "Giustizia in Puglia" inviato in archivio dal suo amico Vincenzo Barba come "atto non costituente notizia di reato", l'esposto 26 Luglio 1994 indirizzato al P.M. Giovanni Colangelo ed all'allora Nuovo Comandante del Nucleo Regionale di Polizia Tributaria di Bari (del precendente, Mauro Petrassi, arrestato nel dicembre del 1997, ne potrà leggere nel link "la Repubblica" del 20 Dicembre 1997) e chiedere una Visura Catastale (aggiornata alla data di oggi) del protetto del Gen. Rolando Mosca Moschini.

 

Scoprirà che il reato annunciato, cioè la dismissione fittizia del patrimonio immobiliare acquisito grazie alla corruzione con la copertura dei vertici della Guardia di Finanza ha trovato, nonostante i numerosi esposti, dossier, denunce e lettere aperte, preciso e puntuale accadimento.

 

Se desidera le prove dell’attività criminosa di incallito calunniatore, digiti su un qualsiasi motore di ricerca internet “guardia finanza broglio montani” e stampi i contenuti del vari links che chiamano in causa personaggi tutt’altro che irreprensibili:

 

 

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Saluti.

 

 

Mario Broglio Montani

Mar del Plata – Olavarria 2422

info@magistropoli.it   

 

ARRIVA LA LETTERA APERTA - DE MAGISTRIS PRENDE IL FALDONE CHE GLI ERA STATO ORDINATO DI MANDARE IN ARCHIVIO - LEGGE.. SI RENDE CONTO DELLA GRAVITÀ COMMESSA, SOTTRAE I FASCICOLI