CARI VISITATORI, LA COPIA DI QUESTO DOSSIER TRASMESSA AL PROCURATORE GENERALE DELLA REPUBBLICA DI POTENZA PER TRAMITE DELLA STAZIONE CARABINIERI DI PUTIGNANO, VENNE TRASMESSA ALLA PROCURA IN SEDE ED AFFIDATA, PER UNA VALUTAZIONE, AL P.M. ALL'EPOCA ALLA PROCURA DI POTENZA VINCENZO BARBA. APPROFITTANDO DELL'UDIENZA G.I.P. DEL 7 LUGLIO 1997, CONSEGUENZA DELL'ALLEGATO 14 (APPELLO-DENUNCIA DEL 25-12-1995), RAGGIUNSI INTORNO ALLE 13:15 L'UFFICIO DEL PREDETTO P.M. CHE, ALLA RICHIESTA DI INFORMAZIONI SULLA POSIZIONE DEL FASCICOLO, RISPOSE DI NON AVERLO ANCORA RICEVUTO. SCOPRII SOLO ALLA FINE DI FEBBRAIO DEL 2000, CON L'ATTESTATO DATATO 16-02-2000, CHE NON SOLO IL VERME SCHIFOSO PREPARÓ IL PROVVEDIMENTO DI TRASMISSIONE IN ARCHIVIO APPENA MI CONGEDÓ DAL SUO UFFICIO MA ADDIRITTURA, IL 14 GIUGNO DEL 1999, SI SOSTITUÍ AL TITOLARE DEL PROCEDIMENTO NATO DAL SURRIPORTATO APPELLO-DENUNCIA (ALLEGATO N. 14 - ULTIMA DELLE PAGINA DEL DOSSIER) DAL MEDESIMO TRASMESSO IN ARCHIVIO COME ATTO NON COSTITUENTE NOTIZIA DI REATO, CHIEDENDO CON PALESE TENTATIVO DI INTIMIDAZIONE, LA CONDANNA A DUE ANNI E SEI MESI DI RECLUSIONE! AVENDO SICURAMENTE LA MEMORIA CORTA, SI DIMENTICÓ CHE PER 6-7 MESI EBBE AL SUO ESAME, IN VIOLAZIONE DELLA COMPETENZA TERRITORIALE, UN DOSSIER CHE CHIAMAVA IN CAUSA I SUOI DISONESTI AMICI DELLA CORTE D'APPELLO DI BARI ED ALTRI COLLEGHI DELLA SUA STESSA PROCURA E, CON UNA TEMERARIETÁ SENZA PRECEDENTI, TRASFORMÓ GLI ACCUSATI IN PARTI LESE. PARTI LESE, SI BADI BENE, CHE RISULTANO DENUNCIATE CON FORMALE ESPOSTO INDIRIZZATO ANCHE AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA IN DATA 7 MARZO 1996 MA, DOPO UNA CONVOCAZIONE A POTENZA SEGUITA A 5 ANNI E DUE MESI (9 MAGGIO 2001 - Uff. P.G. Luisa FASANO s.e.& o.) DA TALE DATA, VENNE SEPPELLITA SU RICHIESTA DELLA NECROFORA SILVIA SANTUCCI. TUTTE LE ALTRE IGNOMINIE COMMESSE DAL DELINQUENTE P.M. VINCENZO BARBA AL SEGUENTE LINK:

http://www.corruttopoli.it/lavicendabarba.htm

 

Cuadro de texto: NOTA SUI RECAPITI DEL DOSSIER
23-12-1996- PERSONALMENTE NEGLI UFFICI DEL C.S.M. - RICEZIONE NEGATA IN QUANTO INDIRIZZATO AL PRESIDENTE SCALFARO - TARDA MATTINATA: CONSEGNATA PERSONALMENTE AL PALAZZO DEL QUIRINALE.- CON PROT. U.G. 5816/EV DEL 15.01.1997  IL QUIRINALE INFORMA CHE L'ESPOSTO É STATO TRASMESSO AL C.S.M. SUGGERENDO DI RIVOLGERSI PIÚ UTILMENTE AL PREDETTO ORGANO. NELLA STESSA MATTINATA DEL 23-12-1996 IL DOSSIER VIENE FATTO ACQUISIRE AL COMANDO GENERALE DELLA GG.GG. CON REGOLARE VERBALE REDATTO DAL TEN. ROBERTO GIAMPIETRO E M.LLI EACO E BIANCO. LA MATTINA DEL 27-12-1996 VENNE FATTO ACQUISIREE DALLA PROCURA GENERALE DELLA CORTE DEI CONTI. LA COPIA AL PROCURATORE GENERALE DELLA REPUBBLICA DI POTENZA, COME SOPRA RAPPRESENTATO, VENNE TRASMESSA PER TRAMITE DELLA STAZIONE CARABINIERI DI PUTIGNANO. 
 
 
 
 
 

 

 

On. OSCAR LUIGI SCALFARO

Presidente della Repubblica          

nella sua qualità di Presidente del C.S.M.                                             

Palazzo dei Marescialli .................... ROMA 

 

Alla PROCURA GENERALE presso la CORTE dei CONTI - ROMA
Al PROCURATORE GENERALE della REPUBBLICA di POTENZA         
consegna presso COMANDO STAZIONE CARABINIERI - PUTIGNANO
Al COMANDO GENERALE della GUARDIA DI FINANZA - ROMA

 

Il sottoscritto Mario BROGLIO MONTANI, nato a Roma il 9 Dicembre 1937 e domiciliato in PUTIGNANO presso la Casa di Riposo "Donna Giulia Romanazzi-Carducci" - Ctr. S. Pietro Piturno N.C. - stanco delle tante, troppe ingiustizie subite nel corso della sua trascorsa attività imprenditoriale e post imprenditoriale, dello strapotere dei magistrati baresi e potentini che insabbiano ogni inchiesta che vede coinvolti personaggi "intoccabili", si pone l’auspicio che quanto andrà ad esporre e documentare dopo una breve "introduzione", possa essere attentamente valutato per gli aspetti penalmente rilevanti, al fine di contribuire, nell’interesse dello stesso prestigio della Magistratura, alla messa sotto accusa di tutti quei magistrati infeudati in lobby politico-affaristiche che tutto hanno fatto, tranne il proprio dovere; se è vero, come è vero, che il sottoscritto, nell’analizzare quelle stesse carte oggetto delle loro inchieste (e, stando a quanto pubblicato sui quotidiani "Puglia" e "Gazzetta del Mezzogiorno" del 26 e 27 Ottobre 1993, malgrado "il notorio non buono stato di salute, dal punto di vista neurologico ...") è rimasto raccapricciato per l’estrema superficialità con le quali le indagini sono state dirette ed esperite, tanto da non far escludere che ufficiali di P.G., magistrati inquirenti ed alti magistrati della Corte di Appello di Bari che hanno trattato tali vicende, potessero essere stati colpiti da grave patologia agli organi visivi.
Introduzione
"Non mi sento un eroe ma solo un modestissimo essere venuto alla luce in un mondo che non è suo!". Questo si legge alla fine del Promemoria datato 25 Maggio 1992 <alleg. 1>.
Oggi, alla luce degli avvenimenti che si sono succeduti, alla constatazione che la voce degli onesti non viene ritenuta degna di attenzione soprattutto da chi, per compiti istituzionali, è chiamato a verificare ogni ipotesi di illiceità penalmente rilevante, è amara la sensazione di inutilità, di impotenza, contro lo stato di degrado morale dell’ordinamento giudiziario. Molti, troppi sono i giudici che hanno tradito e tradiscono ancora oggi, (a quasi cinque anni dall’inizio di Tangentopoli) la propria coscienza per clientelismo, per asservimento e condizionamento al passato strapotere politico ed economico.
Prima di completare questa breve introduzione, intendo tuttavia dare spiegazione del perché il sottoscritto, modestissimo cittadino della Repubblica Italiana, ha inteso affermare di "...essere venuto alla luce in un mondo che non è suo". La risposta deve necessariamente farsi risalire alle origini dello scrivente: nato nel 1937 da un padre classe 1872 (uno dei pochi sopravvissuti della colonna del Generale Oreste Baratieri nella battaglia di Adua del 1896) e da una madre molto più giovane ma anch’essa educata alla ingenua schiettezza del primo novecento, non poteva non avere inculcati, nelle mente e nell’animo, tutti quei sani principi di natura etica e morale, riassumibili in una educazione che non concepisce, ne giustifica, tradimenti della propria coscienza.
Ed è sotto gli occhi di tutti lo sfacelo in cui i troppi politici del malaffare hanno ridotto il nostro Paese. Un disfacimento peraltro da me previsto e rappresentato in una lettera dell’Aprile del’ 93 inviata alla On. Rosa RUSSO JERVOLINO (anche nella sua qualità di Presidente della D.C.) quando, compiaciuto dei primi successi di Tangentopoli e assai speranzoso dell’auspicato, cessato letargo della GIUSTIZIA, affermavo: ..."Ben poca cosa, comunque, rispetto allo spettacolo vergognoso e indegno che la nostra corrotta e depravata classe politica sta offrendo al mondo intero ed a quello, ben più grave e devastante che io prevedo per i prossimi mesi".
Oggi, dopo 31 anni ininterrotti di attività lavorativa (14 quale funzionario commerciale della Olivetti e ben 17 consumati nella travagliatissima attività imprenditoriale) sono giunto alla soglia dei 60 anni ed il consuntivo della mia vita non può non risultare drammatico: senza un lavoro fisso, radiato dall’Albo degli Agenti e Rappresentanti per non essere più in possesso dei necessari requisiti morali <fra l’altro ho perso anche il diritto di voto!>, senza pensione o indennità alcuna, impedito fin dall’Ottobre del 1992 a contribuire alle spese di mantenimento dell’unica mia figlia all’Università di Siena, sono rimasto, con la morte di mia madre avvenuta il 23 Luglio 1993, completamente solo (ho solo una mia sorellastra a Roma-Fiumicino che il prossimo 17 Gennaio compirà 95 anni).
Ed è dal 10 Gennaio del 1994, grazie all’interessamento dell’allora Prefetto di Bari dr. Corrado CATENACCI, che sono ospite della Casa di Riposo per Anziani "Donna Giulia Romanazzi-Carducci" di PUTIGNANO. Non nascondo che molto spesso, nella solitudine della mia stanza, pensando alle molte ingiustizie, alle inconcludenti mie battaglie moraliste, mi viene meno la determinazione e la forza per lottare!
Se ancora una volta, nonostante tutto, sono qui per battermi per un mondo migliore, ebbene ciò lo devo all’affetto dei tanti anziani ospiti della Casa di Riposo, all’Assistente Sociale, agli operatori tutti ed alla Direzione della struttura che, all’occorrenza, provvede all’acquisto dei farmaci antidepressivi e a quant’altro a me necessario che non rientri nei medicinali somministrabili dal Servizio Sanitario Nazionale.
PREMESSA
1.0 - A seguito di un "Promemoria" rimesso al Tribunale Fallimentare in data 25 Maggio 1992 e da questi trasmesso all’Ufficio del P.M., veniva aperto il Procedimento N. 2945/992/21 R.G. Bari. Il P.M. tuttavia, rilevato che a seguito delle indagini esperite dalla P.G. emergevano fatti ed episodi suscettibili di penale valutazione, ma non tutti connessi tra loro, ordinava lo stralcio e la separazione dell’indicato Procedimento iscrivendo a Mod. 21, quali autonomi procedimenti, ben 8 diverse inchieste. (Allegato N. 1)
1.1 - Preso atto, da parte dell’Ufficiale di P.G. Brig. Berardo TOSCANO che quanto esposto e documentato nel "Promemoria" del 25 Maggio 1992 (Pag. 9 - 3° Prg. - e allegati Fax a COMUFFICIO del 16.11, 20.11, 1.12 e 12.12.1991) relativamente al malcostume e corruzione nel mondo della scuola, non era di competenza della Procura di Bari, mi preoccupai di raccogliere ulteriori informazioni e documentazione che, con "Promemoria" datato 12 Novembre 1992, rimisi all’indirizzo privato dell’allora Ministro della P.I. On. Rosa RUSSO JERVOLINO. Tale mio esposto, come appreso successivamente, venne iscritto al Fascicolo N. 10004/92 Deleghe presso la Procura della Repubblica di Roma ed affidata al Sostituto Procuratore dr. DE CRESCENZO (Allegato N. 2)
1.2 - In data 4 Marzo 1993, avendo appreso dalla Gazzetta del Mezzogiorno che il P.M. barese dr. Gaetano DE BARI stava compiendo indagini nei confronti del Provveditore agli Studi di Bari dr. Giuseppe BRIENZA, mi recai nell’ufficio del citato P.M., il quale, preso visione del contenuto del Promemoria indirizzato alla On. JERVOLINO e delle preoccupazioni da me espresse circa un possibile "inquinamento delle prove" <avevo appreso, infatti, che il dr. BRIENZA stava contattando i Presidi degli istituti da me citati e quindi risultava chiaro che al medesimo fosse stato riportato, se non addirittura fotocopiato l’intero fascicolo> mi suggerì di consegnare a lui tutta la documentazione accompagnata da una comunicazione dal medesimo suggerita. Il giorno successivo 5 Marzo, così come consigliato, il fascicolo venne consegnato e acquisito dal citato P.M., con verbale redatto dall’Ispettore di P.G. sig. LUIU. (Allegato N. 2-a)
1.3 - Con raccomandata del 27 Aprile 1993 il sottoscritto rimetteva al Ministro della P.I. On. JERVOLINO, anche nella sua qualità di Presidente della democrazia Cristiana, una raccomandata dove rappresentava le difficoltà incontrate per avere notizie sull’evoluzione dell’esposto (soprattutto il rifiuto di qualsiasi colloquio da parte del suo capo di gabinetto dr. TRAINITO, geloso custode dell’esposto ma probabile informatore del Provveditore BRIENZA - <N.d.R. - entrambi componenti del Comitato per l’Automazione del Ministero P.I.>) e la doverosa informazione che copia integrale della documentazione a Lei rimessa il 12.11.’92, era stata da me affidata nelle mani del P.M. dr. gaetano DE BARRI, Sostituto Procuratore della Repubblica di Bari (Allegato N. 2-b);
1.4 - In data 26 Maggio 1993 il sottoscritto inviava una comunicazione al Presidente della COMUFFICIO (Associazione Nazionale degli operatori del settore) Rag. Enore DEOTTO, ex dirigente della Olivetti. In tale lettera, oltre che a lamentare lo scarso interesse dimostrato dall’associazione nell’affrontare gli scandalosi intrallazzi nel mondo della Scuola (forse per tenere sotto silenzio l’altrettanta scandalosa convenzione tra il Ministero della P.I. e la FINSIEL <a partecipazione Olivetti>) chiedevo al Presidente dell’Associazione se non fosse giunto il momento che COMUFFICIO invitasse tutti gli associati, comunque coinvolti, a mettersi al più presto a disposizione dei giudici (Allegato N. 2-c);
1.5 - In data 12 Giugno 1993, dopo essere venuto a conoscenza di un esposto-denuncia presentato anni prima da due consiglieri comunali di Castellana Grotte (Bari) nei confronti dell’Amministrazione Comunale e della ditta Vittorio SPEDICATI (Concessionaria esclusivista Olivetti per la zona di PUTIGNANO) presentai un documentato Esposto al Procuratore della Repubblica. Questo fascicolo, affidato al P.M. dr. Gaetano DE BARI, venne iscritto al N. 8808/93/21 con delega alle indagini al Dr. DE PAOLA, responsabile dell’Ufficio di Polizia di Stato presso il Tribunale (Allegato N. 3);
1.6 - In data 23 Luglio 1993 (dopo aver avuto maggiori informazioni dal sig. Tommaso CIUFFETTI, co-firmatario della denuncia di cui al punto precedente) mi recavo presso gli uffici del Registro Generale della Procura della Repubblica di Bari dove apprendevo, non senza sdegno, che l’esposto datato 13 Febbraio 1989 era stato iscritto al N. 1416/89 del R.G. e affidato al P.M. dr. Vincenzo Maria BISCEGLIA che successivamente ne richiese l’archiviazione. Dopo aver fatto immediata richiesta del D.A. mi recavo nell’ufficio del P.M. dr. DE BARI per segnalare questa notizia <N.d.R. - l’Ufficiale di P.G. Ispettore GALLUZZI, peraltro, mi aveva più volte richiesto notizie più precise sull’epoca della denuncia> ma fui dal medesimo malamente trattato. La sera stessa, pur con il dolore per la morte di mia madre, decisi di rappresentare al P.M. quanto appreso inviandogli, come dallo stesso richiesto, comunicazione a mezzo raccomandata postale. Con raccomandata datata 5 Agosto 1993, inoltre, esponevo alla Direzione Distrettuale Antimafia al C.S.M. i dubbi e le perplessità sui comportamenti e decisioni di alcuni magistrati della Procura di Bari. Il C.S.M., con nota del 12 Maggio 1994 (Prot. -P-94-08375) dava riscontro allo scrivente informandolo della deliberata archiviazione (Allegato N. 3-abc);
1.7 - In data 30 Novembre 1993, dopo aver letto le diffamatorie affermazioni del sindaco di Sammichele di Bari Geom. Nicola MADARO sui quotidiani "Puglia" del 26.10.993 e "Gazzetta del Mezzogiorno" del 27.10.93, inoltravo istanza al Giudice Delegato dr. NANNA al fine di ottenere l’autorizzazione a costituirmi parte civile. Il G.D., autorizzando il sottoscritto a costituirsi parte civile, disponeva la trasmissione degli atti all’Ufficio del P.M. (Allegato N. 4);
1.8 - Con istanza datata 14 Dicembre 1993 indirizzata al medesimo G.D. lo scrivente, nel rappresentare i rischi che gli inevitabili ritardi della Giustizia potevano comportare per gli interessi legittimi dei creditori e dello stesso sottoscritto, chiedeva di esaminare l’opportunità di autorizzare la proposizione di un Ricorso per il sequestro cautelativo dei beni di proprietà del concessionario Olivetti Vittorio SPEDICATI. Questa seconda istanza veniva trasmessa in originale all’Ufficio del P.M. in data 20.12.1993 (Allegato N. 4-a);
1.9 - In data 5 gennaio 1994, preso atto che le istanze di cui agli allegato <4> e <4-a> non risultavano ancora pervenuti al R.G. e che una richiesta di archiviazione del procedimento 8808/93/21 da parte del P.M. dr. DE BARI era stata inoltrata al G.I.P. in data 4 Dicembre 1993, inoltravo formale opposizione allegando copie delle sopra citate istanze, debitamente vistate dal responsabile della Cancelleria dr. FLORIDIA.
Copia del Fascicolo al G.I.P., unitamente a copia di una comunicazione Fax rimessa nella nottata al sig. Prefetto di Bari, veniva da me spedita, in data 10 gennaio 1994, al curatore fallimentare avv. CONSOLE che, a sua volta, la depositava presso la Sezione Fallimentare del Tribunale di Bari in data 14 Gennaio 1994. A seguito della trasmissione di questo Fascicolo alla Procura della Repubblica (27 gennaio 1994) veniva aperto il Procedimento 427/94/21 affidato al P.M. dr. Giovanni COLANGELO che, in data 21/04/1994, ne disponeva la riunificazione al fascicolo N. 2945/92/21 <alleg.1> (Allegato N. 4-d);
1.10 - Che è in atti missiva del Prefetto datata 19 Gennaio 1994 indirizzata al Procuratore Capo della Repubblica e relativa risposta dalla quale si evince che il procedimento 88088/93/21 contro SPEDICATI Vittorio era stato inviato al G.I.P. con richiesta di archiviazione <solo a seguito di questo interessamento il procedimento sarebbe stato trasmesso, per competenza, alla Procura di Potenza> (Allegato N. 4-e);
ATTESO
2.0 - che anche il più' modesto inquirente, oltre alla dirittura morale, onestà ed imparzialità, debba risultare dotato non solo di discernimento ma anche di un minimo di perspicacia, è mia ferma convinzione (per quanto andrò ad esporre e documentare in prosieguo) che già nel procedimento nato dall'esposto dei due consiglieri comunali vi fossero elementi di grave rilevanza penale nei confronti degli amministratori comunali di Castellana Grotte e del "Concessionario Esclusivista Olivetti" per la zona di PUTIGNANO sig. Vittorio SPEDICATI.
A maggior ragione, le indagini esperite a seguito dell'apertura del Fascicolo 8808/93/21 R.G. Bari, nato dal mio esposto del 12.06.1993, non potevano non ravvisare i reati di abuso di atti di ufficio, turbative d'asta e corruzione se non addirittura associazione a delinquere.
Non è fantasia ipotizzare che, se al posto del P.M. dr. DE BARI ed ancora prima del Dr. BISCEGLIA, ci fosse stato un P.M. comparabile, per acume e intuizione, al dr. DI PIETRO, noi avremmo avuto la nascita di Tangentopoli già nel 1989, con l'estensione delle indagini a tutte le Procure d'Italia, posto che sarebbe risultato subito oltremodo palese e facilmente riscontrabile in decine di migliaia di Delibere (Giunte Comunali, Provinciali, Regionali, Comitati di Gestione USL ecc. ecc.) che i "Concessionari Esclusivisti Olivetti" <autorizzati quindi per contratto ad operare limitatamente ed esclusivamente nel proprio territorio> non potevano, se non in virtù di poco leciti, reciproci accordi di convenienza, presentare preventivi ad Enti (Ospedali, Comuni, USL, Scuole ed altre Istituzioni locali) aventi sede in zone non di propria competenza!
Si rafforza quindi il convincimento che la richiesta di archiviazione del sopra citato procedimento da parte del P.M. barese dr. DE BARI è la risultante di quel perverso, condizionante intreccio politico-economico-giudiziario, che ha portato troppo spesso (e, purtroppo per gli onesti, porta ancora) magistrati inquirenti e giudicanti ed anche ufficiali di P.G., a compiere atti contrari ai propri doveri d'ufficio.
Nel caso del suddetto P.M. inoltre, va aggiunta la conduzione delle indagini relative alla fornitura di Computer alle Scuole Statale in funzione dei finanziamenti afferenti al Piano Nazionale per l'Informatica, scandalo che vedeva coinvolto il Provveditore agli Studi di Bari dr. Giuseppe BRIENZA che, proprio alla benevolenza riservatagli dal P.M. dr. DE BARI a Bari e dal P.M. dr. DE CRESCENZO a Roma, ha potuto candidarsi ed essere eletto al Senato della Repubblica (Nei confronti dei due P.M. ho presentato formali esposti-denunce in data 15 Marzo 1996.
Per quanto attiene il P.M. della Procura di Bari dr. Gaetano DE BARI l'esposto, iscritto al N. 656/96/45 R.G. di Bari, risulta trasmesso per competenza a codesta Procura di Potenza in data 12.04.1996). A proposito del Procedimento aperto a Bari dal P.M. dr. DE BARI, reputo opportuno segnalare le seguenti circostanze:
a) - Il responsabile dell’Ufficio di P.G. dr. DE PAOLA (Polizia di Stato) nel corso dell’unico interrogatorio cui sono stato sottoposto, pretese con protervia ch’io rendessi note le generalità delle persone che mi avevano fornito informazioni e documentazione. Alle mie rimostranze il predetto dr. DE PAOLA si alterò chiarendomi che, se ero in cerca di giustizia, avrei dovuto fare i nomi di queste persone. Inutile aggiungere che, nei giorni successivi, fui costretto a subire le rimostranze delle persone da me coinvolte e prendere atto della rottura di disinteressati e consolidati rapporti di amicizia;
b) - Al termine dell’interrogatorio, alla domanda se avevo qualcos’altro da riferire, risposi che proprio il giorno prima avevo appreso, "casualmente", una notizia che riguardava i rapporti del Procuratore Capo della Repubblica con il Provveditore agli Studi dr. BRIENZA. Precisai subito che potevo riferire tale circostanza ma non la fonte perché a me sconosciuta. Su domanda specifica del dr. DE PAOLA chiarii che si trattava di voci riguardanti le coperture che il Provveditore agli studi aveva all’interno del Tribunale.
Si vociferava, infatti, che la figlia del Procuratore Capo della Repubblica fosse stata favorita per una assunzione proprio per l’interessamento del Provveditore BRIENZA. Pur avendo premesso che di tale notizia non ero in grado di fornire la fonte ma che, a mio avviso, la circostanza andava comunque verificata, la reazione del dr. DE PAOLA fu dura, tanto che alzatosi in piedi, ordinò all’ispettore verbalizzante di non chiudere il verbale, ed a me di attendere, in quanto avrebbe chiamato il Procuratore Capo (N.d.R. - dr. DE MARINIS) per verbalizzare tali nuove circostanze. Ritornato da solo nel proprio ufficio essendo il Procuratore già andato via, il dr. DE PAOLA mi avvertì che molto probabilmente sarei stato riconvocato l’indomani per un prosieguo di interrogatorio alla luce dell’ultima circostanza riferita.
Di fatto (e molto stranamente) io non fui più convocato e fu mia premura, dopo una ventina di giorni, recarmi dal magistrato dr. DE BARI per lamentare il coinvolgimento e gli interrogatori (abbastanza intimidatori) cui miei amici erano stati sottoposti. Chiesi se avesse saputo del mio contendere nel corso del mio interrogatorio e mi rispose che era al corrente delle molte resistenze da me opposte prima di svelare i nomi di tali persone.
Alla domanda se fosse stato informato dal DE PAOLA sulla circostanza riguardante il Procuratore Capo della Repubblica, il P.M. DE BARI rispose negativamente, per cui ritenni opportuno parlargliene. Ricordo bene il suo interesse a conoscere se avevo specificato il nome del dr. DE MARINIS ed io precisai che le "voci" facevano riferimento alla benevola copertura del Provveditore BRIENZA da parte <come figura> del Procuratore Capo della Repubblica.
Segnalo, per quanto attiene il comportamento del predetto dr. DE PAOLA e del P.M. dr. DE BARI, quanto riportato nell’istanza datata 30 Novembre 1992 (allegato N. 4 <pag.2 - 2° paragr.) perché molto significativo di quanto successivo avvenuto;
2.1 - Che il Procedimento N. 8808/93/21 R.G. Bari, archiviato su richiesta del P.M. dr. DE BARI venne trasmesso, per competenza, alla Procura della Repubblica di Potenza in data 02.03.1994. Iscritto al N. 438/94/21 di quella Procura - P.M. dr. RINALDI - venni successivamente convocato per ben due volte presso gli Uffici di P.G. - Carabinieri - dove, al funzionario di P.G. M.llo GENOVESE, confermai fatti e circostanze riportati nei vari esposti.
In tali occasioni, inoltre, ricordo bene di aver parlato anche del Fascicolo N. 208/A/86 R.G. di Bari e del magistrato dr. Crescenzo AMBROSIO, giudice relatore ed estensore della Sentenza dal Corte di Appello di Bari che, in riforma di una anche troppo benevola sentenza istruttoria di condanna del 18.05.1990, ritenne (con gli altri componenti il collegio giudicante) di assolvere con formula piena, appena quattro mesi dopo (a dimostrazione che la Giustizia è lenta solo per i più' deboli!) il Geom. Nicola MADARO che intanto, per un episodio ci concussione a mio danno, risultava rinviato a giudizio con decreto emesso dal G.I.P. in data 21.02.1994. (Questo processo, svoltosi presso la Terza Sezione del Tribunale di Bari nelle udienze del 27.10 e 21.12.1994, si è concluso, pur in assenza di costituzione di parte civile <per mancanza di avvocato> con il riconoscimento delle responsabilità e la condanna degli imputati). (Allegato N. 6);
2.2 - Che il procedimento N. 438/94/21 affidato al P.M. di codesta Procura dr. RINALDI, anziché evidenziare lacune, abusi, omissioni di atti e doveri d'ufficio ed altri ipotizzabili colpevoli responsabilità nell'espletamento delle indagini di cui al Fascicolo 8808/93/21, ha anche temerariamente ignorato, con il Decreto di Archiviazione del 26.09.1994 firmato dal G.I.P. d.ssa Anna Maria LOPRETE:
a) - I rischi che una eventuale successiva condanna del MADARO e del suo sodale Saverio VAVALLE nell'udienza del 27.10.1994 potesse consentire al difensore dell'imputato Prof. Gaetano CONTENTO di "concertare", come in passato, l'assoluzione del suo assistito grazie all'ottima introduzione nell'ambiente dei magistrati corrotti e/o corruttibili, come poi puntualmente e vergognosamente verificatosi con la Sentenza N. 972/95 R.G. Bari emessa in data 20.11.1995 e depositata in Cancelleria appena quattro giorni dopo (Allegato N. 7);
b) - L'approfondimento delle responsabilità del Sostituto Procuratore dr. Gaetano DE BARI e del funzionario di P.G. dr. DE PAOLA, nelle "coperture" concesse al potente Provveditore agli Studi di Bari dr. Giuseppe BRIENZA e all'intoccabile, "lungimirante" ex collega Concessionario Olivetti di PUTIGNANO sig. Vittorio SPEDICATI.
2.3 - Che il procedimento N. 427/94/21 di cui al precedente punto 1.9, con la riunificazione disposta dal P.M. al Fascicolo 2945/92/21, risulta chiuso con la Sentenza di Assoluzione della Corte di Appello del 20.11.1994 <dichiarata irrevocabile in data 04.01.1996>. Ciò, a mio avviso, risulta estremamente grave perché nessun atto istruttorio di indagine risulta essere stato esperito relativamente agli assunti ed alla documentazione allegata. Risulta inoltre perlomeno strano che il Sostituto Procuratore dr. Giovanni COLANGELO, che al sottoscritto non ha mai consentito di accomodarsi perché "sempre molto occupato", al compiacimento da me espresso per la riunificazione del Fascicolo abbia risposto che ciò comportava notevoli difficoltà e quindi risultava difficilmente attuabile.
Poiché il medesimo ebbe a precisarmi che "..al R.G. annotano ma poi è l’Ufficio che deve decidere" mi è arduo intendere (soprattutto dopo aver letto gli Atti del Fascicolo dal quale si evince che è stato lo stesso P.M. dr. COLANGELO a disporne la riunificazione) come tale procedimento possa considerarsi archiviato pur non essendo mai stato oggetto di esame dibattimentale da parte del Tribunale di Bari.
2.4 - Che la raccomandata datata 26 Luglio 1994 indirizzata al Sostituto Procuratore della Repubblica dr. COLANGELO con riferimento al Fascicolo N. 427/94/21 (in essa veniva rappresentato quanto appreso da una indagine conoscitiva da me esperita presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari di Bari) trovasi nel Fascicolo N. 2945/92/21 con l’annotazione "Udienza dibatt. 21/12/94 c/ Madaro+1" ma senza che risulti effettuata indagine alcuna. Desta meraviglia, inoltre, che missive indirizzate ai Sostituti Proc. dr. COLANGELO e d.ssa TOSTO, relativamente al Procedimento N. 2945/92/21 non siano state prese in alcuna considerazione malgrado i firmatari avessero rappresentato di poter fornire utili informazioni sulla pericolosità sociale degli imputati (Allegato N. 5);
2.5 - Che al Procedimento N. 6968/94 R.G.N.R. (aperto a seguito dell’invio di sopra detta copia al Comandante del Nucleo di Polizia Tributaria di Bari) risultano acquisiti con verbale datato 20 Gennaio 1995 redatto dal Cap. Giovanni Falcone e Br. Carlo Benvenuti, i documenti di cui agli allegati <1> <3> e <\4-a//b/c> oltre a una missiva datata 23 Dicembre 1994 indirizzata al Direttore della Gazzetta del Mezzogiorno con allegato datato 19.12.1994 indirizzato al S.P.R. dr. DE CRESCENZO ed al Procuratore della Repubblica di Roma (Allegato N. 8);
2.6 - Che a seguito di una mia lettera inviata al direttore di MERIDIANO SUD, pubblicata nell’edizione del 15 Febbraio 1995, venivo contattato telefonicamente dall’ex Senatore Tommaso MITROTTI che, da me documentato, si premurava attraverso la senatrice MOLTISANTI di rivolgere una interrogazione parlamentare al Ministri della P.I., di Grazia e Giustizia e della Funzione Pubblica per conoscere gli sviluppi giudiziari ed i provvedimenti amministrativi assunti a seguito degli esposti presentati (Allegato N. 9);
PRESO ATTO
3.0 - Che il Procedimento di cui all'allegato N. 8 si è chiuso, in assenza di testimonianze a conforto (solo un ingenuo come me poteva illudersi che in un mondo pieno d'ipocrisia potesse trionfare la verità e la giustizia!) con la richiesta di archiviazione del 29 Maggio 1995, inoltrata dal P.M. dr. COLANGELO al G.I.P. dr. RUBINO (richiamo qui la lettera del 27 Aprile 1993 indirizzata alla On. JERVOLINO <alleg.2-b * 4° paragr. pag.1, I° e 2° Paragr. pag.2*> e quella al Prefetto di Bari del 13 Gennaio 1995 <nel Fasc.6968/94 allegato sotto il N.8 > perché i riferimenti sono a quanto successivamente esposto). Come potrà rilevarsi dalla documentazione allegata, emerge:
a) - La richiesta di archiviazione tratta solo ed unicamente dei segnalati illeciti commessi da ufficiali ed agenti della Guardia di Finanza;
b) - La documentazione acquisita con il verbale datato 20 Gennaio 1995 <punto 2.5>, stando alla relazione del Nucleo Regionale di Polizia Tributaria (N. 37200/I/2/33718 di Sched. del 1.02.1995) risultava <tuttora all'esame>;
c) - con la richiesta di archiviazione il P.M. dr. COLANGELO ha disposto, come consuetudine, la restituzione degli atti al proprio ufficio ma nessun documento facente parte della "copiosa ed ulteriore documentazione - tuttora all'esame" <Pag. 1 - Par.2 della citata relazione> trovasi negli atti del Fascicolo;
d) - Tutte le dichiarazioni rese nel verbale del 20 Gennaio al Cap. FALCONE relativamente a quanto paventato nella lettera del 26 Luglio 1994 e specificatamente:
- "la villa acquistata dallo SPEDICATI nel Novembre 1993 all'asta giudiziaria del Tribunale di Bari ed intestata alla di lui figlia Carla Filomena, è stata venduta recentemente con la stipula di un compromesso a favore di tale Sig. Valenza n.m.i.";
- "a conferma di quanto già detto nella nota allegata all'esposto del 26.07.1994 aggiungo che la MOBILMET spa di PUTIGNANO verserebbe in condizioni prefallimentari, allo stato garantita da alcune fideiussioni prestate dallo stesso SPEDICATI a favore di alcuni Istituti di Credito"; omissis
Nessun indagine e/o provvedimento risulta essere stato adottato in relazione a quanto riportato al punto <d>. Allo SPEDICATI, infatti, si è consentito di raggiungere il suo obiettivo: disfarsi della villa e perfezionare (fittiziamente) le cessione della MOBILMET spa, proprio quello che io avevo temuto, rappresentato e messo a verbale nel Luglio del 1994 allorquando fui convocato presso gli Uffici di P.G. - CC. della Procura di Potenza e confermato con la citata comunicazione del 26 Luglio 1994 al P.M. dr. COLANGELO.
E' verosimile, inoltre, che altre proprietà comunque riconducibili al suddetto SPEDICATI, siano state nel frattempo cedute più' o meno in maniera fittizia e ciò al fine di attuare il segnalato, temuto intendimento dello SPEDICATI di disperdere il patrimonio e nascondere l'illecito arricchimento.
3.1 - Che le richieste inoltrate al R.G. della Procura della Repubblica di Potenza, rispettivamente il 18.10.96, 20.10.96 e 5.11.1996 (Allegato N. 10) tutte finalizzate ad ottenere l'autorizzazione alla visione e copiatura del citato procedimento, a nulla sono servite: infatti solo in data 27 Novembre, a distanza di oltre un mese dalla prima richiesta e dopo numerose sollecitazioni telefoniche, ho appreso che il G.I.P. d.ssa Anna Maria LOPRETE ha negato l'autorizzazione, "per troppa genericità" delle richieste consentendo, a norma dell'art. 116 c.p.p. (che demanda la competenza proprio al giudice che ha emesso il provvedimento definitivo!) il rilascio della sola copia del Decreto di Archiviazione.
Rimandando quindi ad altra epoca ogni valutazione inerente gli atti istruttori compiuti, l'archiviazione e la legittimità o meno della decisione del suddetto G.I.P., sono costretto a limitare la mia analisi ad alcuni documenti facenti parte del Fascicolo N. 1469/89 R.G. Bari (denuncia dei sigg. FRANCAVILLA e CIUFFETTI alla Procura di Bari del 13.02.1989 archiviata su richiesta del P.M. dr. BISCEGLIA, riesumata a seguito del mio esposto del 12.06.1993 e nuovamente archiviata su richiesta del P.M. dr. Gaetano DE BARI, trasmessa per competenza alla Procura della Repubblica di Potenza e qui vituperalmente, in ossequio ai POTENTI, nuovamente archiviata);
OSSERVO
4.0 - In premessa - paragrafo 1.6 - relativamente al Procedimento 1469/89-569/90/21, (Esposto dei sigg. FRANCAVILLA e CIUFFETTI alla Procura di Bari del 13.02.1989) evidenzio quanto emerge da una mia superficiale lettura degli atti in fascicolo (Allegato N. 11);
a) - Estratto dal Registro delle Deliberazioni del Consiglio Comunale del 5 Giugno 1986 - (Prot. 10022) oggetto: "manutenzione parco macchine da scrivere ecc." Approvazione Elenco Ditte - omissis - VISTO l'elenco dei fornitori, dal quale risultano iscritte le seguenti ditte:
SYSTEM s.r.l. - Via Crisanzio 73 - Bari;
SPEDICATI VITTORIO - Via Roma - PUTIGNANO;
SUD UFFICIO spa - c.p. N. 96 - Bitonto;
OLIVETTI di Pastore Cosimo - Via G. Fanelli, 18 - Martina Franca;
Orbene, le ditte SPEDICATI VITTORIO e OLIVETTI di Pastore Cosimo (N.d.R. Pastore & Fasano) risultano essere, rispettivamente, "Concessionarie Esclusiviste Olivetti" per le zone di rispettiva competenza. Le società SUD UFFICIO spa e SYSTEM s.r.l. sono entrambi riconducibili al sig. Vittorio SPEDICATI;
b) - Estratto dal Registro delle Deliberazioni del Consiglio Comunale del 4 Agosto 1986 - (Prot. 13452) oggetto: ratifica deliberazione "Manutenzione parco macchine da scrivere ecc. ecc." omissis, "il consigliere Gianni Campanella chiede se alla gara sia stato invitato anche il fornitore dell'Ospedale" (N.d.R. - Il fornitore dell'Ospedale era il sottoscritto e nessuno, sembra, ha mai comparato i costi dei prodotti Olivetti e dei Servizi <Assistenza Tecnica> sostenuti dall'Ospedale di Castellana G. con quelli dell'Amministrazione dello stesso Comune) omissis "Il consigliere Cesidio PINTO invita la giunta ad esaminare le offerte che pervengono, perché trattasi di offerte scritte sempre dalla stessa persona. Sarebbe ora che ciò finisse. omissis - Il Consiglio Comunale omissis - Delibera ecc. ecc.
c) - Estratto dal Registro delle Deliberazioni della G.M. N. 578 (Prot. 12949 del 28 Luglio 1986 - OGGETTO: Manutenzione parco macchine da scrivere, da calcolo, ecc. - Aggiudicazione alla ditta SPEDICATI Vittorio a seguito di gara ufficiosa - omissis - LA GIUNTA MUNICIPALE omissis - VISTA la deliberazione - omissis - Vista la richiesta preventivo offerta, inviata con Prot. n. 11446 del 2.07.1986 - omissis - alle seguenti ditte:
Ditta SYSTEM s.r.l. - Via Crisanzio, Bari;
Ditta SPEDICATI Vittorio- Via Roma, PUTIGNANO;
Ditta SUD UFFICIO spa - C.P. 95 - Modugno (anziché Bitonto);
Ditta Olivetti di Pastore Cosimo - Via G. Fanelli - Martina Franca.
omissis - VISTE le offerte pervenute dalle ditte che offrono la manutenzione ed i pezzi di ricambio come segue: Ditta SPEDICATI VITTORIO - Offre: Ricambi: di tutte le macchine originali Olivetti sconto 15% su listino; PARCO MACCHINE:
Calcolatrici manuali L. 65.000 cad.
Calcolatrici elettriche L. 78.000 cad.
Macchine da scrivere manuali L. 78.000 cad.
Macchine da scrivere elettriche L. 98.500 cad.
Duplicatori L. 120.000 cad.
Fotocopiatrici Olivetti L. 850.000 cad.
Ciclostile L. 120.000 cad.
Macchina a scrittura elettronica L. 1.200.000 cad.
prezzi sono escluso IVA;
eventuali indicazioni: le prestazioni sono:
- Tutti gli interventi a domicilio per l'eliminazione di inconvenienti;
- Visite di manutenzione e controllo che prevediamo in numero di una all'anno;
- Tutte le manutenzioni extra sono comprese;
- Per le macchine ritirate in officina Vi saranno addebitati solo il costo dei ricambi; 
 
Ditta Olivetti di Pastore & C. di Martina Franca: offre:
RICAMBI: di tutte le marche Olivetti nessuno sconto; omissis
DELIBERA 1) - di aggiudicare la manutenzione e la sostituzione dei pezzi di ricambio per il periodo dall’ 1.8.1986 al 31.7.1987 salvo eventuale proroga nel caso non ci siano aumenti, salvo disdetta da ambo le parti per 3 mesi prima ed i prezzi non subiranno aumenti a norma delle Legge 41/1986; DI LIQUIDARE e contestualmente pagare alla ditta SPEDICATI omissis
d) - Estratto dal Registro delle Deliberazioni della G. M. (Prot. N. 19262 del 9.11.1987) - Aggiudicazione alla Ditta SPEDICATI Vittorio a seguito di gara ufficiosa - omissis - La Giunta Municipale - omissis - VISTA la deliberazione di G.M. n. 444 del 5.06.1986, approvata dalla S.P.C. - omissis - VISTA la deliberazione di G.M. n. 578 del 25.07.1986, approvata dalla S.P.C. nella seduta del 1.8.86, al n. 41064 per "presa atto", avente per oggetto: "Manutenzione parco macchine omissis - Aggiudicazione alla Ditta SPEDICATI a seguito di gara ufficiosa; - omissis - CHE nelle more dell'esperimento della gara, questa Amministrazione ha autorizzato il prosieguo della manutenzione e riparazione delle macchine per i mesi di Agosto e Settembre 1987 alla ditta SPEDICATI Vittorio alle stesse condizioni e agli stessi prezzi di cui alla precedente manutenzione; omissis - CHE in data 2.10.1987 con Prot. 16963 sono state invitate le seguenti ditte, ad inviare preventivo entro il 13.10.1987, per manutenzione parco macchine dall’ 1.10.1987 al 31.12.1988:
SPEDICATI VITTORIO .- Via Roma - PUTIGNANO;
OLIVETTI di Fasano Ottavio - Via Fanelli - Martina Franca;
SUD UFFICIO spa - C.P. n. 95 - Modugno;
SYSTEM s.r.l. - Via Crisanzio - Bari;
(N.d.R. - nella circostanza la Olivetti di Martina F. viene variata in "Olivetti di Fasano Ottavio" e non più in "Olivetti di Pastore Cosimo"
CHE in data 9.10.1987 con Prot.. n. 17487 ha inviato preventivo la ditta SPEDICATI offrendo:
RICAMBI - omissis - sconto 15% - PARCO MACCHINE
Calcolatrici manuali L. 90.000 cad. anziché L. 65.000 cad.
Calcolatrici elettriche L. 103.000 cad. " L. 78.000 cad.
Macchine da scrivere manuali L. 103.000 cad. " L. 78.000 cad.
Macchine da scrivere elettriche L. 120.000 cad. " L. 98.500 cad.
Duplicatori L. 145.000 cad. anziché L. 120.000 cad.
Fotocopiatrici Olivetti L. 950.000 cad. " L. 850.000 cad.
Ciclostile L. 145.000 cad. " L. 120.000 cad.
Macchina a scrittura elettronica L. 1.350.000 cad. " L. 1.200.000 cad.
Mi astengo da ogni rilievo e considerazione sulle differenze costi di queste ultime Delibere contando sulla intelligenza di chi legge! Non posso esimermi, tuttavia, dal gridare tutto il mio sdegno per la temerarietà degli amministratori comunali, del mio concorrente, ma anche e soprattutto per l'indegnità di coloro (magistratura inquirente e giudicante, Organi di P.G. ecc.) che, proprio con le loro vergognose "sviste", hanno consentito il proliferare della corruzione, garantendo a corrotti e corruttori impunità che gridano vendetta! E non può essere diversamente se, per valutare la congruità dei prezzi e condizioni praticati dal "fornitore di fiducia" rispolvero un mio contratto stipulato con un Ente (USL BA/14) nell'anno 1983, sempre rinnovato alle stesse condizioni (fatta salva la differenza per incremento del parco) fino al 1990 (Allegato N. 12); (Allegato N. 12);
Tipologia Macchina canoni Stile Ufficio canoni SPEDICATI
- Calcolatrici elettriche: 50.000 - 103.000
- Macchine per scrivere manuali:  60.000 - 103.000
- Macchine per scrivere elettriche 120.000 120.000
- Scrittura Elettronica Olivetti TES 401:  650.000 - 1.350.000
Si noti la enorme differenza dei canoni unitari e si consideri che al pur ragguardevole valore di tale differenza si vanno ad aggiungere indeterminati, incontrollabili addebiti per fittizie riparazioni lasciate al completo arbitrio del fornitore..
Tuttavia, per meglio favorire la comprensione del perverso sistema di ruberia attuato dall’azienda SPEDICATI, in combutta con le amministrazioni locali, riporto quanto premesso a pag. 2 - Paragrafi 2° e 3° - del mio esposto del 12 Giugno 1993 (N.d.R. - oggetto dell’archiviazione a Bari e a Potenza):
" - che la connivente complicità di politici e amministratori da una parte, e il più "lungimirante" sopravvenuto mio concorrente dall'altra, legati insieme da una sorta di inumana vocazione alla frode e al lucro, ha fatto si che la mia azienda venisse sempre e comunque penalizzata, spesso con una solo apparente regolarità delle procedure di acquisto quando non addirittura impedita dal partecipare come verificatosi con le Amministrazioni Comunali di Castellana Grotte, Noicattaro, Rutigliano e Conversano;
- che l'attività connessa ai servizi di Manutenzione e Assistenza Tecnica dei "parchi meccanografici " degli Enti Locali, dal sottoscritto impostata fin dal 1975 con trasparenti contratti "tutto incluso", sono stati in seguito aggiudicati alla concorrenza solo apparentemente a migliori condizioni perché, di fatto, la connivente complicità di funzionari, assessori o chi per essi, ha consentito all'aggiudicatario di trasgredire e violare molte clausole previste nei contratti stessi che, da trasparenti e a "costi determinati" per ogni esercizio finanziario (N.d.R. - n° macchine X canoni anno = costo totale <da 1 a 4 soli documenti emessi a secondo che la fatturazione sia prevista in via annuale, semestrale, quadrimestrale o trimestrale>) sono stati trasformati in incontrollabili strumenti di "business commerciale" a favore dei collusi e con grave danno, oltre che all'attività economica del sottoscritto, agli interessi della Pubblica Amministrazione;
e) - Verbale di Deliberazione della Giunta Municip. (Prot. 19177 dell’ 11 Dicembre 1989) -
Impegno di spesa per acquisto attrezzature - omissis - La Giunta Municipale - omissis - PREMESSO: omissis - RITENUTO di dover richiedere preventivo-offerta da sottoporre, successivamente, ad esame comparativo, delle attrezzature di che trattasi alle seguenti ditte specializzate del settore:
- Ditta SPEDICATI Vittorio, Via Roma - Putignano;
- Ditta Ricalcont s.r.l., P.zza V. Emanuele, n. 16 - Massafra;
- Ditta Spongano Gaetano, Viale Mancini, 8 - Manduria;
- Olivetti di Fasano Ottavio, via G. Fanelli, 18 - Martina Franca;
La modificazione intervenuta all'elenco delle ditte partecipanti è l'effetto delle lamentele e interpellanze al Consiglio Comunale e dell'Esposto-Denuncia da parte dei consiglieri comunali FRANCAVILLA e CIUFFETTI: sono state infatti eliminate, perché documentalmente compromettenti, le società SUD UFFICIO spa e SYSTEM srl, e sostituite dalle ditte amiche RICALCONT s.r.l. - P.zza V. Emanuele, 16 - Massafra e SPONGANO Gaetano, stretto amico e concittadino dello SPEDICATI, titolare anch'esso della "Concessionaria Esclusivista Olivetti" per la zona di Manduria. Tutto ciò a dimostrare che la garanzia dell'impunità, minacciata anche da alcune notizie pubblicate dalla Gazzetta del Mezzogiorno nelle edizioni del 13 Febbraio, 4 Maggio e 29 Settembre 1989 (unite all'allegato n. 15) non aveva minimamente intaccato la temerarietà del Sindaco Giangrazio Proietto. Sulla Gazzetta del 29 Settembre 1989 si legge:
"Il Consiglio comunale si è occupato di mozioni e interpellanze, tutte liberali. In risposta ad una di queste, il sindaco Proietto ha informato il Consiglio di essere inquisito per una vicenda di appalti di cui la "Gazzetta" a suo tempo informò i lettori, per la quale risponderà domani 30 Settembre al magistrato" -
Questa affermazione del Sindaco Proietto non trova riscontro in atti. Nel Fascicolo infatti non ho trovato convocazioni e/o avvisi di garanzia, ne tantomeno richieste di rinvio a giudizio nei confronti del sindaco Proietto da parte del P.M. dr. BISCEGLIA.
f) - Verbale di Deliberazione della G.M. (Prot. 11427 del 30 Giugno 1987) - Manutenzione parco macchine da scrivere, da calcolo ecc. Impegno di spesa per l'anno 1987 La Giunta Municipale - omissis -DELIBERA - omissis - Verbale di Deliberazione della G.M. (Prot. 11427 del 30 Giugno 1987) - Manutenzione parco macchine da scrivere, da calcolo ecc. Impegno di spesa per l'anno 1987 La Giunta Municipale - omissis -DELIBERA - omissis -
g) - Verbale di Deliberazione della G.M. (Prot. N. 19314 del 19 Dicembre 1988) - Liquidazione Fatture per manutenzione parco macchine - omissis - DELIBERA - omissis - L'esame delle sopra citate Delibere non può non confermare l'assunto dei firmatari della denuncia allorquando sostengono che "il confronto tra le offerte lascia chiaramente presagire una concertazione preventiva tra gli offerenti" e "da tale gara ufficiosa comunque si individuano soltanto i prezzi unitari delle singole forniture o prestazioni e non l'incredibile ammontare di tali forniture e prestazioni, che conferiscono all'Amministrazione Comunale di Castellana Grotte uno schiacciante primato in materia di deteriorabilità delle sue macchine da scrivere o da calcolo rispetto anche ad Amministrazioni di ben più consistente importanza!"
4.1 - Cercherò di spiegare, per quanto mi risulterà possibile, quali meccanismi siano alla base dell'attribuzione, all'Amministrazione di Castellana G., dello schiacciante primato in materia di deteriorabilità del proprio parco meccanografico.
Con la Delibera della G.M. del 28 Luglio 1986 (Prot. N. 12947) l'Amministrazione Comunale di Castellana ha lasciato al libero arbitrio della "Concessionaria Olivetti" ditta Vittorio SPEDICATI, il costo di gestione del proprio parco meccanografico. Si riconosce infatti allo SPEDICATI, per le macchine ritirate in officina, il diritto di addebitare il solo costo dei ricambi. Ebbene, esiste nell'organico del Comune una figura professionale che può valutare e contestare l'eventuale pretesa del fornitore di ritirare la macchina guasta in officina? E' chi verifica se l'entità dell'addebito è congruo? La verità è che, con un simile sistema, tutto viene demandato alla serietà ed onestà del fornitore. Nella circostanza, però, si tratta dell’intoccabile", potentissimo Concessionario Olivetti di PUTIGNANO (dotato di scientifica professionalità in clientelismo e corruzione per i suoi trascorsi nella Concessionaria di Piedimonte Matese, comprendente decine di Comuni nell'area del Casertano) che, riconoscendo lauti compensi ai tecnici che ritirano macchine in officina, fa si che anche in presenza di semplici disattenzioni da parte dell'operatore (p.e. calcolatrice non stampa perché il selettore è in posizione display, o la macchina per scrivere non batte bene alcuni caratteri perché inavvertitamente è stato spostato il selettore del rullo) sia palesata la necessità del ritiro in officina. Se è vero che l'occasione fa l'uomo ladro (a volte ho la tentazione di maledire mio padre per i principi e l'educazione che mi ha trasmesso!) risulterebbe oltremodo ingenuo, anche al suo datore di lavoro, che il tecnico non approfitti addebitando quanto più possibile, posto che a maggior ricavo corrisponde anche per lui un maggior compenso.
5.0 - Nella citata Sentenza 395/94 del 21.12.1994 (Allegato N. 6) ritengo utile evidenziare, a conforto degli assunti più sopra prospettati, quanto segue:
- (Pag. 30 riga 18): "Questi ha infatti esposto di essere stato concessionario esclusivista Olivetti per la zona di PUTIGNANO, e di aver successivamente rinunziato perché stanco di essere oggetto di richieste (di tangenti) da parte dei clienti, decidendo di mettersi in proprio così sperando di avere una maggiore libertà contrattuale, negatagli dalle prassi accondiscendenti in uso alla Olivetti; aveva quindi fatto domanda di inserimento nell'albo dei fornitura di tutte (Pag. 31): le UU.SS.LL ed altre strutture pubbliche della Provincia, senza tuttavia essere mai invitato ad alcuna gara pubblica, finché nel 1982 non venne a sapere (avendone poi conferma presso l'ufficio economato: cfr. folio 46 trascr. ud. 27/10/94) che la USL di Acquaviva - di recente istituzione, ed alla quale aveva inviato delle offerte per forniture - aveva indetto una gara per l'acquisto di macchine per uffici, invitando tre concessionarie Olivetti ma omettendo di inviare l'invito anche alla sua ditta ("Stile Ufficio"). Si era pertanto recato dal MADARO, presidente della USL, a lamentarsi del mancato invito alla gara (che, a quanto si evince dal tenore della deposizione, in quel momento non sapeva già conclusa, avendo appreso solo degli inviti: cfr. foll. 47-48) e a rappresentare che le tre ditte invitate erano tra loro collegate per essere i rispettivi titolari compartecipi di una società in Bari (la "SYSTEM"). " omissis -
- (Pag. 48 rigo 18): "Sicché è proprio il rilievo della mancata formulazione di opposizioni di sorta da parte delle tre ditte originariamente invitate che rafforza la attendibilità del Broglio Montani in ordine al collegamento tra le stesse, nel mentre la immotivata riapertura della gara adduce importanti elementi di riscontro alla deposizione della p.o., manifestando con chiarezza la strumentalità della suddetta riapertura a consentire la partecipazione del Broglio Montani alla gara, e quindi il (Pag. 49): pagamento, da parte dello stesso, della somma pattuita. omissis -. Sicché, la mancanza di diverse plausibili spiegazioni in ordini ai motivi di tale riapertura non può non fungere da riscontro logico e fattuale alla deposizione del Broglio Montani, la cui attendibilità - sinora peraltro intatta - risulta conseguentemente rafforzata";
5.1 - Atti del Dibattimento (non ancora prodotti) - Udienza del 21/12/1994 - Atti del Dibattimento (non ancora prodotti) - Udienza del 21/12/1994
a) - Mentre il sottoscritto, fiducioso, attende pazientemente il compimento delle indagini da parte della Procura di Potenza, uno dei difensori degli imputati accenna (non creduto dallo scrivente) ad una indagine promossa dal sottoscritto presso la Procura di Potenza, conclusasi già con l'archiviazione per infondatezza delle accuse!
5.2 - Corte di Appello di Bari - Udienza del 20.11.1995 - Esordio del Sostituto Procuratore Generale dr. Mario CICCARELLI (non appena economicamente consentito mi premurerò di richiedere copia del Fascicolo): - Corte di Appello di Bari - Udienza del 20.11.1995 - Esordio del Sostituto Procuratore Generale dr. Mario CICCARELLI (non appena economicamente consentito mi premurerò di richiedere copia del Fascicolo):
Dimostrando di non aver neanche letto la Sentenza di condanna del 21.12.1995 esordisce contestandone la superficialità, dichiarando poi che nella circostanza non sussiste la concussione in quanto il Broglio, per sua stessa ammissione, aveva rinunciato alla Concessionaria Olivetti e pertanto non aveva titolo alcuno per essere invitato ad una gara che aveva per oggetto l'acquisto di prodotti Olivetti e quindi riservata ai soli concessionari esclusivisti Olivetti! Sembra assurdo, ma con tali affermazioni il Sostituto Procuratore Generale riconosce come legittima la concertazione preventiva delle offerte, esattamente quello che hanno sempre fatto, a volte maldestramente, molti miei ex colleghi "concessionari esclusivisti" della Olivetti;
5.3 - Dall'esame della Sentenza di assoluzione della III° Sezione della Corte di Appello di Bari emessa nell'Udienza del 20.11.1995, mi limito ad evidenziare alcune incongruenze e stranezze procedurali che contrastano con la consuetudine di codesto Tribunale (redazione delle sentenze rese quasi sempre al limite del termine - la I° sentenza, quella di condanna emessa dalla III° Sez. Penale il 21 Dicembre 1994, risulta infatti depositata in data 4 Febbraio 1995, esattamente il 45° giorno dall'udienza);
a) - Ad eccezione della prima pagina, elaborata da un personal computer e stampata a mezzo di stampante laser (ritengo di dotazione del Tribunale) la sentenza risulta battuta con una obsoleta macchina per scrivere Olivetti e sarebbe curioso sapere da chi e in quale studio è stata dattiloscritta; - Ad eccezione della prima pagina, elaborata da un personal computer e stampata a mezzo di stampante laser (ritengo di dotazione del Tribunale) la sentenza risulta battuta con una obsoleta macchina per scrivere Olivetti e sarebbe curioso sapere da chi e in quale studio è stata dattiloscritta;
b) - Strana e sospetta appare la circostanza che a soli tre giorni dall'udienza, la Sentenza di Assoluzione (peraltro non elaborata e stampata al computer se si eccettua la prima copia di copertina) sia stata depositata in cancelleria già nella mattina del 24.11.1995;
c) - Fatto e diritto - pag. 1 - rigo 25: "incensuratezza degli imputati ": è dovuta solo ed unicamente alle benevolenti amnistie ed ai proscioglimenti che gli imputati (politici e amministratori della cosiddetta I° Repubblica) hanno ingiustamente ottenuto da parte della connivente magistratura;
d) - Fatto e diritto - pag. 6 - rigo 13: "Di fronte a questa circostanza, riferita dal teste sotto giuramento, il Broglio non ha fatto alcuna contestazione, ammettendone quindi implicitamente la verità ...." Appare strano che il relatore (Presidente di Corte di Appello) non sappia che al sottoscritto, in qualità di teste, non era consentita la permanenza in aula nel corso delle deposizioni dei testimoni citati dalla difesa e che pertanto avrei potuto contestare le affermazioni del teste a discarico solo in sede di confronto; - Fatto e diritto - pag. 6 - rigo 13: "Di fronte a questa circostanza, riferita dal teste sotto giuramento, il Broglio non ha fatto alcuna contestazione, ammettendone quindi implicitamente la verità ...." Appare strano che il relatore (Presidente di Corte di Appello) non sappia che al sottoscritto, in qualità di teste, non era consentita la permanenza in aula nel corso delle deposizioni dei testimoni citati dalla difesa e che pertanto avrei potuto contestare le affermazioni del teste a discarico solo in sede di confronto;
e) - Fatto e diritto - pag. 6 - rigo 27 e segg.: Il relatore da credito al mio ex legale che nega di aver mai saputo della richiesta concussiva; la verità è quella che ho riferito e che nessuno mi ha contestato. Il teste in parola è l'avv. Giovanni Marangelli, fraterno amico dell'avv. Gianvito MASTROLEO ex Presidente dell'Amministrazione Provinciale di Bari <condannato per concussione nel cosiddetto "Processo Polivalenti di Bari> e dell'On. Giuseppe DI VAGNO già Presidente dell'ISVEIMER (entrambi appartenenti al defunto P.S.I. e suoi concittadini). Io mi chiedo, invece, il perché l'avv. Marangelli non mi abbia denunciato per calunnia posto che l'affermazione riportata a pag. 3 dell'alleg. 1 <2° cap.> ...."Chiesi consigli, anche legali, ma le conclusioni furono che se volevo far sopravvivere la mia azienda avrei dovuto subire in silenzio ed adeguarmi alla situazione tanto più' che, in assenza di prove documentate, avrei rischiato una denuncia per calunnia" venne letta a ai giornalisti della stampa locale e nazionale presenti il 21 Aprile 1993 alla "Libreria Adriatica" in occasione della presentazione del libro scritto dall'avv. MASTROLEO.
In quella occasione, infatti, in risposta al racconto dell'episodio di concussione avvenuto alla fine del 1982, il MASTROLEO mi invitò a spiegare e giustificare ai giornalisti intervenuti del perché io non avessi denunciato allora tale illegalità. Ben sapendo dell'amicizia che lo legava al mio ex legale (tutte le bozze di lettere da lui stilate risultavano scritte su carta intestata "AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE - IL PRESIDENTE") chiesi al MASTROLEO se per caso conoscesse l'avv. Marangelli e, alla risposta che si trattava di un carissimo amico, replicai: "Signori della Stampa, posso leggervi quale è stato il consiglio a me fornito dall'amico del Presidente? Alla risposta affermativa, la sala stracolma di gente cadde in un silenzio tombale ma carica di attenzione: presi il mio Promemoria e, precisata la data <25.05.92>, lessi lentamente "il consiglio" ribadendo che questo era stato il suggerimento che nel 1982 mi aveva dato il suo amico carissimo avv. Marangelli.
Aggiungo che nei giorni successivi, illudendomi di poter avere dall'amico Marangelli (ormai ex) copia della video-registrazione dell'incontro (la sera stessa le emittenti televisive locali " TELENORBA" e RTG PUGLIA mandarono in onda solo la prima parte) mi recai presso il di lui studio in Conversano (Prov. di Bari) per informarlo e scusarmi per l'affronto inferto al suo carissimo amico. - Fatto e diritto - pag. 6 - rigo 27 e segg.: Il relatore da credito al mio ex legale che nega di aver mai saputo della richiesta concussiva; la verità è quella che ho riferito e che nessuno mi ha contestato.
Il teste in parola è l'avv. Giovanni Marangelli, fraterno amico dell'avv. Gianvito MASTROLEO ex Presidente dell'Amministrazione Provinciale di Bari <condannato per concussione nel cosiddetto "Processo Polivalenti di Bari> e dell'On. Giuseppe DI VAGNO già Presidente dell'ISVEIMER (entrambi appartenenti al defunto P.S.I. e suoi concittadini).
Io mi chiedo, invece, il perché l'avv. Marangelli non mi abbia denunciato per calunnia posto che l'affermazione riportata a pag. 3 dell'alleg. 1 <2° cap.> ...."Chiesi consigli, anche legali, ma le conclusioni furono che se volevo far sopravvivere la mia azienda avrei dovuto subire in silenzio ed adeguarmi alla situazione tanto più' che, in assenza di prove documentate, avrei rischiato una denuncia per calunnia" venne letta a ai giornalisti della stampa locale e nazionale presenti il 21 Aprile 1993 alla "Libreria Adriatica" in occasione della presentazione del libro scritto dall'avv. MASTROLEO.
In quella occasione, infatti, in risposta al racconto dell'episodio di concussione avvenuto alla fine del 1982, il MASTROLEO mi invitò a spiegare e giustificare ai giornalisti intervenuti del perché io non avessi denunciato allora tale illegalità. Ben sapendo dell'amicizia che lo legava al mio ex legale (tutte le bozze di lettere da lui stilate risultavano scritte su carta intestata "AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE - IL PRESIDENTE") chiesi al MASTROLEO se per caso conoscesse l'avv. Marangelli e, alla risposta che si trattava di un carissimo amico, replicai: "Signori della Stampa, posso leggervi quale è stato il consiglio a me fornito dall'amico del Presidente? Alla risposta affermativa, la sala stracolma di gente cadde in un silenzio tombale ma carica di attenzione: presi il mio Promemoria e, precisata la data <25.05.92>, lessi lentamente "il consiglio" ribadendo che questo era stato il suggerimento che nel 1982 mi aveva dato il suo amico carissimo avv. Marangelli. Aggiungo che nei giorni successivi, illudendomi di poter avere dall'amico Marangelli (ormai ex) copia della video-registrazione dell'incontro (la sera stessa le emittenti televisive locali " TELENORBA" e RTG PUGLIA mandarono in onda solo la prima parte) mi recai presso il di lui studio in Conversano (Prov. di Bari) per informarlo e scusarmi per l'affronto inferto al suo carissimo amico.
f) - Fatto e diritto - pag. 9 - rigo 28 e segg.: "furono fatti gli inviti a tre ditte: una non presentò l'offerta; un'altra la mandò fuori termine; la terza - quella del Broglio - si aggiudico la gara perché risultò la migliore offerta (operò il massimo ribasso). Alla luce di questa esposizione dei fatti, appare evidente che nessun abuso è stato commesso dal MADARO per consentire l'ammissione alla gara del Broglio e successivamente l'aggiudicazione. Ma questi ha aggiunto di suo l'episodio della presunta concussione, e quindi dell'imposizione patita nel versare la tangente ......"
Questa affermazione, stando alla documentazione in atti, risulta di una gravità estrema perché contraria alla verità. E non può non destare meraviglia che queste affermazioni siano sottoscritte (e quindi ne dovrà assumere la piena responsabilità) dal magistrato dr. Aldo D'INNELLA nella sua qualità di Presidente di Corte di Appello. Come cittadino osservante dei doveri previsti dalla Costituzione, consapevole però dei diritti pur essi garantiti allo stesso cittadino dalla Carta Costituzionale, ritengo grave per lo stesso prestigio dell'Ordine Giudiziario che un alto magistrato, chiamato a pronunciare sentenze IN NOME DEL POPOLO ITALIANO, metta la propria firma su un documento, probabilmente redatto da altri, pieno d'inesattezze e incongruenze:
1) - Agli atti, infatti, esistono 4 sole offerte (3 relative al primo invito e precisamente: Olivetti - Concessionaria per la zona di Monopoli <ditta dr. Gaetano Del Giudice sas> datata 14/10/1982; Olivetti - Concessionaria per la zona di PUTIGNANO <ditta Vittorio SPEDICATI> datata 18/10/1982; Olivetti - Concessionaria per la zona di Gioia del Colle <ditta Carlo CRIACCI> datata 18/10/1982) - (N.d.R. - soci e fondatori, tutti, della System s.r.l. - ditta che ricorre in tutte le gare aggiudicate alla ditta SPEDICATI);
2) - La richiesta di invito al sottoscritto (ditta STILE UFFICIO di Broglio Montani M.) è invece stata formulata in data 18/11/1982 (Prot. N. 7215) a seguito della delibera con la quale il CdG del 12/11/82, presieduto dal MADARO, dispose la riapertura dei termini e l'invito di altre ditte <Sentenza del 21.12.94 - pag. 47, I° cap.>;
3) - L'offerta da parte del sottoscritto, pertanto, fa riferimento e seguito alla sopra citata richiesta del 18/11/1982 ed infatti risulta elaborata in data 22 Novembre 1982 e spedita alla U.S.L. BA/14 con raccomandata N. ??21 dello stesso 22/11/1982;
5.2 - Con riferimento ai Tribunali di Bari e Potenza relativamente ai procedimenti a loro affidati, il sottoscritto ha inviato a tutte le Istituzioni della Repubblica un Appello-Denuncia datato 25 Dicembre 1995. Unico riscontro è stato quello del "Segretariato Generale della Presidenza della Repubblica" <Ufficio per gli Affari Giuridici e le Relazioni Costituzionali> che, con Prot. UG N. 7780/VI del 9 Gennaio 1996, ha informato lo scrivente di aver trasmesso il documento, per le valutazioni di competenza, al Consiglio Superiore della Magistratura.
Esposti-Denuncia sono stati inoltre da me presentati rispettivamente:
a) - in data 7 Marzo 1996, contro il Presidente della III° Sezione della Corte di Appello di Bari dr. Aldo D'INNELLA ed il Sostituto Procuratore Generale dr. Mario CICCARELLI; - in data 7 Marzo 1996, contro il Presidente della III° Sezione della Corte di Appello di Bari dr. Aldo D'INNELLA ed il Sostituto Procuratore Generale dr. Mario CICCARELLI;
b) - in data 15 Marzo 1996, contro il Sostituto Procuratore della Repubblica di Bari dr. Gaetano DE BARI ed il responsabile dell'ufficio di P.G. dr. DE PAOLA; - in data 15 Marzo 1996, contro il Sostituto Procuratore della Repubblica di Bari dr. Gaetano DE BARI ed il responsabile dell'ufficio di P.G. dr. DE PAOLA;
c) - in data 15 Marzo 1996, contro il Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Roma dr. DE CRESCENZO e, con riserva, il G.I.P. che ha convalidato l’archiviazione del Procedimento (N. 10004/92 Deleghe - R.G. ROMA) nato dall'esposto da me inviato alla On. Rosa RUSSO JERVOLINO in data 12 Novembre 1992 (Allegato N. 13);
CONCLUSIONI
6.0 - Quanto ho più sopra rassegnato e (con i limiti postimi dal rifiuto del G.I.P. di Potenza di visionare e fotocopiare, sia la documentazione del Proc. 8808/93/21 RG Bari, sia gli atti istruttori del Proc. 438/94/21 RG Potenza) documentato, evidenzia, a mio avviso, il grave incancrenimento del Sistema Giustizia in Puglia, dove molti magistrati risultano ancora oggi asserviti al vecchio sistema di potere.
Non si può negare che quanto dal sottoscritto rilevato dall'esame delle carte processuali, manifesti vicende e comportamenti meritevoli di immediati approfondimenti. I rapporti politico-amministrativo, imprenditoria e magistratura non appaiono, almeno per quello che le mie capacità intellettive mi hanno consentito di verificare, muniti di quella trasparenza che ritengo essere "irrinunciabile" per poter recuperare allo Stato la capacità di assicurare una GIUSTIZIA GIUSTA e tempestiva.
Molto spesso mi sono domandato con rabbia e sconforto a quale autorità rivolgermi per avere giustizia. Ho presentato diversi esposti, mi sono opposto ad una ingiusta richiesta di archiviazione, ho visto denegata e insabbiata ogni mia altra istanza e negato ogni diritto solo perché ho incontrato sulla mia strada personaggi corrotti, privi di un minimo di onestà ma politicamente ed economicamente potenti e, come tali, temerariamente e tenacemente protetti come il dr. Giuseppe BRIENZA, ex Provveditore agli Studi di Bari ora Senatore della Repubblica, il più volte citato Vittorio SPEDICATI concessionario Olivetti di PUTIGNANO e Nicola MADARO già Presidente della USL BA/14 ed ex sindaco di Sammichele di Bari.
Se un minimo di GIUSTIZIA si può ancora sperare si disponga, da parte dell'Organo Giurisdizionale competente, ogni opportuno accertamento e mi si perdoni il disturbo arrecato, qualora tutto quanto sopra esposto e documentato presenti i requisiti della assoluta trasparenza e regolarità. Se, al contrario, si evidenziano circostanze e comportamenti penalmente rilevanti si provveda, ove possibile, alla revoca dei Decreti di Archiviazione (anche al fine di evitare ogni possibile, ingiusta prescrizione) per tutto quanto attiene alle vicende che vedono coinvolto il mio ex collega sig. Vittorio SPEDICATI, e l'Amministrazione Comunale di Castellana Grotte.
Poiché nelle "ingiusta sentenze" (N.31/90 R.Gen.Sez.Istrutt.) emesse dalla Corte di Appello di Bari - Sezione IV Penale, del 10 Ottobre 1990 e, soprattutto, in quella più' recente della III° Sezione Penale (N. 972/95 R.G.) del 20 Novembre 1995 (che mi riguarda personalmente) si ravvisa che "l'assoluzione per non aver commesso il fatto" è stata pronunciata in conseguenza di falsità in atti da parte del Presidente relatore dr. Aldo D'INNELLA e del Sostituto Procuratore Generale dr. Mario CICCARELLI, non è ardito invocare, per fini di Giustizia, la revisione, almeno, di quest'ultimo Processo. Qualora ciò non fosse giuridicamente possibile, si esaminino le carte processuali e, in presenza di abusi e comportamenti contrari ai propri doveri di ufficio, si sottopongano a procedimento disciplinare tutti magistrati che ne risultino coinvolti.
Chiedo, ove ritenuto utile, di essere personalmente ascoltato su altri fatti e circostanze che meglio possono chiarire gli assunti accusatori prospettati.
Sarò grato all'Organo Giurisdizionale competente, infine, se vorrà tenermi informato sugli sviluppi della situazione, ivi compresa ogni eventuale nuova ipotesi di archiviazione.
Con osservanza
Putignano, 20 Dicembre 1996
f.to  Mario Broglio Montani

NOTA: Dossier affidato al P.M. di Potenza Dott. Vincenzo Barba a Gennaio del 1997. Il 7 Luglio 1997, in occasione dell'udienza GIP per l'udienza preliminare riguardante la richiesta di rinvio a giudizio (per decisione autonoma di un giovane P.M. dal nome Paolo Severini) per calunnia contro i suddetti magistrati della Corte di Appello di Bari (a seguito "dell'Appello-Denuncia" del 25 Dicembre 1995) il P.M. delegato, a domanda circa la posizione del fascicolo a lui delegato rispose di non averlo ancora ricevuto. Il 15 e 17 Settembre 1997, a Potenza fin dal primo mattino, si rifiutò di ricevere il sottoscritto.

Il 14 Giugno del 1999, nell'udienza conclusiva del processo per calunnia sulla base del volantino Appello-Denuncia del 25 Dicembre 1995, sostenne la requisitoria (ma il sottoscritto lo scoprì soltanto alla fine di febbraio del 2000 con la ricezione dell'Attestato richiesto a Potenza) contro il sottoscritto chiedendo, dopo aver affermato che lo scrivente non aveva fornito alcun elemento utile a sostegno delle sue accuse, la pena a due anni e sei mesi di reclusione.