- Al Sig. Ministro di Grazia e Giustizia - ROMA .............
- Alla Procura Nazionale Antimafia - Via Giulia - ROMA
- Al Procuratore Generale della Repubblica......- BARI
e, p. c. -
- - Al Sig. Giudice delegato dr. Saverio NANNA
- presso Sezione Fallimentare - Tribunale di B A R I
- - Al Procuratore della Repubblica di B A R I
- - Al Procuratore della Repubblica di POTENZA
- consegna presso Stazione CC. di Putignano
Il sottoscritto Mario BROGLIO MONTANI, nato a Roma il 9 Dicembre 1937 e domiciliato attualmente in Putignano presso la "Casa di Riposo" sita in Ctr. Piturno - Putignano, espone quanto segue perché meritevole di attenzione da parte del Signor Ministro di GRAZIA e GIUSTIZIA, della Procura Nazionale Antimafia nonchè (per quanto riguarda la quantificazione e la conseguente rivalsa dei danni erariali procurati alla collettività) della Procura Generale della Corte dei Conti di Roma e, per conoscenza, al sigg.ri dr. D'ALOISIO, Procuratore Generale della Repubblica di Bari e dr. Saverio NANNA, Giudice Delegato presso la Sezione Fallimentare
PREMESSO
- che a seguito di Promemoria/Denuncia datato 25 Maggio 1992 rimesso al Giudice del Fallimento del Tribunale di Bari, trasmesso per quanto di competenza all'ufficio del P.M., veniva istruito il Procedimento N. 2945/92 - titolare il P.M. dott. Giovanni COLANGELO - che portava il medesimo a richiedere al G.I.P. il rinvio a giudizio per i sigg. MADARO Nicola e VAVALLE Saverio per il reato di concussione;
- che il G.I.P. d.ssa Maria IACOVONE, nell'udienza del 15 Settembre 1993, decideva per il rinvio a giudizio fissando la prima udienza al Lunedì 6 Dicembre 1993;
- che a soli fini dilatori finalizzati ad una possibile prescrizione dei reati, i legali degli imputati Prof. avv. Gaetano CONTENTO e avv. Gaetano SCAMARCIO (ex Senatore già condannato per concussione) depositavano memorie difensive (venerdì 3/12/93 per l'udienza del 6/12/93) ottenendo un primo rinvio al 21/02/1994) e certificato medico dell'imputato VAVALLE (all'udienza del 21 Febbraio) il che consentiva un ulteriore rinvio del dibattimento al giorno 26 Ottobre 1994;
- che quest'ultima udienza, protrattasi per l'intera giornata, si concludeva con la decisione del Tribunale di procedere ad un ulteriore istruttoria con la convocazione d'ufficio, ex art. 3, dell'avv. MARANGELLI Giovanni, in passato legale del sottoscritto, e pertanto la prosecuzione del processo veniva rinviata all'udienza del 21 Dicembre 1994;
- che nella trasmissione RADIO ZORRO di RADIOUNO condotta dal Dr. Oliviero BEHA andata in onda il 7 Dicembre 1994, lo scrivente, a domanda del conduttore, si diceva preoccupato in quanto, malgrado infiniti tentativi telefonici e di persona di informare l'ex avvocato di fiducia della decisione del Tribunale di convocarlo per l'udienza del 21/12, ogni contatto gli era stato negato ed a nulla, altresì, valse l'invito del giornalista a fare pubblicamente il nome del legale con l'auspicio che quest'ultimo, informato direttamente o per interposta persona della avvenuta trasmissione, si sarebbe premurato di contattarmi;
- che il processo, pur con la reticenti, false dichiarazioni dell'Avv. MARANGELLI "omaggiate" al maestro del foro, Prof. avv. Gaetano CONTENTO (incluso nell'elenco dei circa 80 avvisi di garanzia emessi dalla Direzione Distrettuale Antimafia a Febbraio 1995) ed in assenza di costituzione di parte civile per mancanza di avvocato (i motivi potranno essere, ove occorra, esaurientemente chiariti e documentati con la connivente ragnatela che lega magistratura, avvocati già allievi di luminari del foro, stampa e TV locali) si concludeva con il riconoscimento delle piene responsabilità attribuite in istruttoria e con la conseguente condanna degli imputati ;
- che avverso tale Sentenza gli imputati MADARO Nicola e VAVALLE Saverio hanno promosso appello che si è celebrato in data 20 Novembre 1995 presso la Corte di Appello di Bari - III Sezione Penale - Presidente e relatore il Dr. Aldo D'INNELLA, Consiglieri Dr. Aldo NAPOLEONE e dr. Giuseppe SANNONER, P.M. il dr. Mario CICCARELLI, Sostituto Procuratore Generale;
- che la Sentenza, ("aggiustata" grazie alle connivenze dell'Avv. Prof. Gaetano CONTENTO bene introdotto nell'ambiente dei magistrati corrotti e/o corruttibili) veniva vergognosamente pronunciata
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
in un delle tante Aule dove ancora campeggia, non senza ipocrisia, la scritta
"LA LEGGE E' UGUALE PER TUTTI",
giudice relatore lo stesso presidente della Corte di Appello dr. Aldo D'INNELLA,) ed è stata decisa e scritta al di fuori del Tribunale (verificare per credere) e depositata in Cancelleria appena 4 giorni dopo l'udienza tenuta il 20 Novembre 1995;
- che la suddetta Sentenza, non impugnata dal Procuratore Generale della Repubblica dr. D'ALOISIO (L'Appello-Denuncia indirizzato a tutte le Istituzioni della Repubblica risulta inviato al Sig. Procuratore Generale della Repubblica di Bari con FAX al N. 080-5794547, trasmesso alle ore 09,45 del giorno 27 Dicembre 1995, dal Posto Telefonico Pubblico di Putignano) unico legittimato a tale adempimento, è divenuta irrevocabile in data 5 Gennaio 1996;
CONSIDERATO
1.A - che gli stessi imputati, come segnalato con esposto datato 30 Novembre 1993 indirizzato al giudice del Fallimento dr. Saverio NANNA e da questi trasmesso in copia all'Ufficio del P.M. il successivo 2 Dicembre 1993, furono indagati per molti altri reati e condannati (si veda fascicolo processuale 208/A/86 Tribunale di Bari)
1.B - che il Geom. Nicola MADARO, avverso la condanna all'epoca pronunciata dal Giudice Istruttore dr. Giovanni LEONARDI (depositata in Cancelleria il 18 Maggio 1990), proponeva appello con l'assistenza legale del medesimo difensore di fiducia Prof. Gaetano CONTENTO e che la Sezione IV Penale della Corte di Appello, composta dai sigg. Dr. Bartolomeo DE RISI, Presidente, dal dr. Giacomo ANTONUCCI Consigliere e dal dr. Crescenzo AMBROSIO, Consigliere relatore, "aggiustava" ancor piu' vergognosamente la pur benevola prima Sentenza, assolvendo l'imputato da tutti i reati al medesimo ascritti e ciò con gravissimo pregiudizio agli interessi della collettività tutta, danneggiata gravemente dall'enorme distrazione di denaro pubblico che il MADARO, quale Presidente della U.S.L. BA/14, utilizzò per la realizzazione di "inutili" Poliambulatori nei comuni limitrofi al Comune di Acquaviva delle Fonti (Sede USL BA/14 ma anche dell'Ospedale Regionale "MIULLI" con bacino d'utenza per un milione di abitanti!) acquistando mobili e attrezzature sanitarie dal "buono amico 20%" Elio ZEMA di Bari (inserito dal MADARO nell'Elenco Ditte di Materiale Sanitario dalla USL BA/14 richiesto al Genio Civile di Bari, elenco ritirato a mano dal MADARO e giunto alla sede USL falsificato, in quanto al N. 16 era stato appunto sovrascritto, al posto della ditta "ORPEC" - Attrezzature Sanitarie con sede a TARANTO, che ne aveva legittimamente diritto, il nominativo ZEMA Elio - BARI (ndr- Mobili per ufficio) già condannato per le lontane vicende riguardante i Polivalenti di Bari) e a caro prezzo pagate (con quale collaudo se, non esistendo i locali da adibire a Poliambulatori, le apparecchiature sono rimaste a marcire per anni, ancora imballate, negli scantinati della U.S.L.?) decisioni tutte portate dal MADARO nei Comitati di Gestione non solo per fini politici-clientelari ma anche, e soprattutto, per raggiungere rapidamente in modo illecito ed illegale, posizioni di prestigio economico e di ricchezza patrimoniale personale, il tutto beneficiato con denaro dell'intera collettività.
1.C - che tale "benevolo" trattamento" (a circa 4 anni dall'inizio di TANGENTOPOLI ) la Corte di Appello di Bari - III Sezione Penale - presieduta dal Dr. Aldo D'INNELLA ha inteso, in modo oltraggioso, accordare nuovamente al pluri-protetto Nicola MADARO ed al suo sodale Saverio VAVALLE, ribaltando clamorosamente la sentenza di 70 pagine (giunta dopo oltre tre anni e mezzo di indagini) pronunciata in primo grado dalla Terza Sezione Penale di Bari in data 21 Dicembre 1994;
Per tutto quanto sopra premesso e considerato, e nella consapevole responsabilità che tutto quanto su esposto è frutto di piena verità partecipata nel pieno possesso delle proprie facoltà mentali
DENUNCIA
2.A - Per il reato di omissione di atti d'ufficio, il Presidente della Corte di Appello di Bari dr. Aldo D'INNELLA che, malgrado le gravi offese rivolte in aula dal sottoscritto contro i magistrati ed il Tribunale di Bari la mattina del 20 Novembre 1995, rifiutava di ordinare al carabiniere di servizio (come richiesto e sollecitato dallo scrivente) l'immediato arresto in aula del sottoscritto per grave oltraggio all'onore ed al prestigio della magistratura;
2.B - Per lo stesso reato di omissione di atti di ufficio, il Sostituto Procuratore Generale dr. Mario CICCARELLI che, ingiuriato pesantemente nell'Aula della Corte di Appello la mattina del giorno 22 Novembre, minacciava in un primo momento l'arresto del sottoscritto ma successivamente, malgrado il ripetere delle ingiurie e le sollecitazioni di ordinare al carabiniere di servizio all'ingresso dell'aula, di procedere al mio arresto, si asteneva dal farlo chiedendo soltanto il mio allontanamento dall'aula;
2.C - Per i reati di corruzione "grave" i magistrati Dr. Aldo D'INNELLA, il dr. Mario CICCARELLI e, con riserva, i magistrati Consiglieri Aldo NAPOLEONE e Giuseppe SANNONER;
2.D - Per il reato di corruzione aggravata e continuata il Prof. avv. Gaetano CONTENTO che, in spregio al giuramento di cui all'art. 12 u.c. - L. 1578/33 ed all'art. 38 della legge medesima, ha violato gravemente i propri doveri in entrambi i procedimenti "celebrati" presso la Corte di Appello di Bari dove, evidentemente, ha goduto e gode della connivente, interessata acquiescenza di magistrati corrotti, senza alcuna etica e dignità;
CHIEDE
3.A - che il Signor Ministro di Grazia e Giustizia disponga, con urgenza, l'invio di Ispettori Ministeriali presso il Tribunale di Bari affinché venga esaminata tutta la documentazione relativa al Fascicolo N. 2945/92/21 con le relative Sentenze di primo e secondo grado, nonchè quella del precedente processo, per diversi e ben più gravi reati, di cui al Fascicolo N. 208/A/86;
3.B - Che analoga ispezione venga disposta dal Sig. Ministro presso la Procura della Repubblica di Potenza, informata fin dalla primavera del 1994 di ogni circostanza relativa alle denunciate illegalità e che per ben 2 volte, nel corso del Mese di Luglio 1994 costrinse lo scrivente a recarsi presso gli Uffici di P.G. Carabinieri c/o il Tribunale di Potenza ove ogni circostanza venne confermata, integrata e sottoscritta a verbale con la possibile conseguenza, in presenza di false dichiarazioni, di essere giustamente perseguito con richiesta di rinvio a giudizio per gravi calunnie nei confronti di magistrati baresi e di altre persone chiamate in causa.
E' mia impressione, infatti, che malgrado l'impegno dei funzionari di P.G. tali inchieste siano state archiviate su richiesta del P.M. dr. RINALDI e ciò per due motivi: il primo è che durante lo svolgimento del processo, come potrà verificarsi dalla registrazione fonografica o stenografica uno dei difensori ha accennato ad esposti presso la Procura di Potenza che, per inconsistenza delle accuse, erano stati già archiviati; il secondo è che il P.M. Rinaldi interpellato nei giorni successivi al 20 Novembre '95 (data della Sentenza vergognosa della Corte di Appello) malgrado i miei sforzi di rinverdire la sua memoria con i particolari più eclatanti, ha risposto allo scrivente di non ricordare assolutamente nulla di quell'inchiesta ne, tantomeno, di ricordare che appena 4 mesi prima (Luglio 1995) copia della Sentenza di condanna del 20/12/1994 (70 pagine) era stata consegnata in copia al M.llo GENOVESE dell'Ufficio di P.G. Carabinieri di Potenza che, attraverso la Stazione Carabinieri di Putignano, mi aveva convocato per essere sentito "come persona informata sui fatti" (trattavasi di confermare quanto scritto in una lettera pubblicata dal quindicinale MERIDIANO SUD di Bari) presso gli Uffici di P.G. Carabinieri presso il Tribunale di Bari.
3.C - che il Signor Ministro della Giustizia, tenuto presente che lo scrivente a tutt'oggi non si è potuto avvalere (non certo per disinteresse o mancanza di buona volontà) di nessun avvocato di fiducia, si attivi nell'interesse della Giustizia in Generale, e del prestigio del TRIBUNALE DI BARI in particolare, affinché nell'ambito dei suoi poteri e delle competenze che la Costituzione demanda alla Magistratura e alle sue funzioni giurisdizionali, venga evitato che tutti coloro che hanno compiuto atti e fatti illeciti in violazione delle norme del vivere civile e coloro che, IN NOME DEL POPOLO ITALIANO (ed in omaggio al giuramento prestato) avrebbero dovuto adempiere ai propri doveri con onestà e indipendenza, rimangano impunemente liberi da condanne, censure e/o provvedimenti disciplinari. A tal fine lo scrivente richiama l'attenzione del signor Ministro di Grazia e Giustizia affinché venga fatto esaminare il Fascicolo N. 208/A/86, P.M. dr. Nicola MAGRONE, fascicolo istruito a seguito di esposto/denuncia datato 26/03/1985 a firma di alcuni cittadini e oggetto del primo processo MADARO, perché venga valutata l'eventuale configurazione del reato di omissione di atti di ufficio da parte della Procura Generale della Corte dei Conti alla quale il riferito Esposto/Denuncia era stato inviato, evidentemente con il fine di tutelare lo Stato (cioè i cittadini tutti) e far si che potessero essere quantificati e richiesti tutti i danni erariali procurati dagli imputati;
3.D - che, per fini di GIUSTIZIA, indipendentemente dalle personali, diverse responsabilità dei magistrati "corrotti" e per quelli eventualmente solo consenzienti per precedenti illegali comportamenti che potrebbero aver portato ad un loro pesante condizionamento da parte dell'avv. Contento, si investa l'organo giurisdizionale competente perché, esaminata la documentazione, si pronunci sul possibile annullamento della Sentenza di assoluzione pronunciata il 20 Novembre 1995, rimandando il Processo ad un nuovo dibattimento;
3.E - che venga investita la Commissione Antimafia ed il Consiglio Superiore della Magistratura del "Problema Tribunale delle In-Giustizie di Bari" dove moltissime assoluzioni, in tantissimi processi, sono state ottenute e, ancora oggi dispensate, grazie alla connivenza di magistrati baresi resisi protagonisti passivi (ma certamente attenti ai "benefit" che i beneficiati ricevono per tramite dei legali intermediari). Per quanto attiene strettamente i fatti suesposti, assumo piena responsabilità affermando che il piu' volte citato Prof. Contento, per gli insegnamenti da me ricevuti da un padre Classe 1872, nessuna etica, onestà e correttezza può aver insegnato ai suoi allievi; e, con altrettanta, piena convinzione, dichiaro e documento (quando mi sarà richiesto) che le tantissime "vittorie" (assoluzioni) ottenute dall'avv. Gaetano CONTENTO presso la Corte di Appello di Bari, dovrebbero essere oggetto di attento esame da parte del G.I.C.O. e della Procura Distrettuale Antimafia.
Per quanto attiene, infine, le garanzie che la Costituzione ha previsto per il cittadino nell'esercizio del libero esercizio delle attività autonome, garanzie e diritti che nel caso specifico sono stati calpestati ancor oggi, impunemente, per disonesti comportamenti di giudici e funzionari statali e parastatali
RINNOVA
la richiesta, già formulata con esposto/denuncia datato 14 Dicembre 1993 indirizzato al Giudice Fallimentare dr. Saverio NANNA, e da questi trasmessa in originale all'ufficio del P.M. il successivo 20 Dicembre, di esaminare con attenzione "la opportunità di autorizzare, ovviamente senza alcun onere per la curatela, la proposizione di un Ricorso per il sequestro cautelativo dei beni di proprietà dello stesso Vittorio SPEDICATI non esclusi quelli che, attraverso eventuali recenti cessioni fittizie, possono al medesimo essere ricondotti";
Si ritiene qui di chiarire che, come si evince dalla lettura dei paragrafi 2-3-4 del già citato Promemoria del 25 Maggio 1992, e dall'esame delle successive documentazioni prodotte, lo scrivente è stato gravemente danneggiato nell'espletamento della propria attività imprenditoriale soprattutto dal sopra citato Vittorio SPEDICATI (subentrato alla Concessionaria Olivetti di Putignano dopo la rinuncia del sottoscritto a Luglio del 1977) che, grazie alla corruzione ed al clientelismo, ha operato nel settore della Pubblica Amministrazione violando perennemente le leggi penali che regolano appalti e licitazioni private e, in modo particolare, quelle norme di diritto pubblico che l'art. 2598 n. 3 del Codice Civile configura come atti di concorrenza sleale, posto che le alterazioni di cui sopra (denunciate peraltro anche da altri soggetti - si veda esposto/denuncia di cui al fascicolo n. 1461/89 - archiviata "incredibilmente" dal G.I.P. dr. Emilio MARZANO su richiesta del P.M. dr. Vincenzo Maria BISCEGLIA).
Orbene, poiché da quanto risulta al Registro Generale alla data del 29 Febbraio 1996, tutta la documentazione venne riunificata nei primi mesi del 1994 al fascicolo 2945/92/21 e che ora, con la Sentenza della Corte di Appello del 20 Novembre 1995 (dichiarata irrevocabile in data 4 gennaio 1996) allo scrivente potrebbe essere, per negligenze e/o colpevoli altrui comportamenti impedito ogni ulteriore, legittimo atto tendente alla tutela dei propri interessi gravemente lesi sul piano economico, morale, psichico e fisico oltre allo stravolgimento totale dell'unità famigliare, ed alla curatela fallimentare impedito l'incameramento di somme dovute al sottoscritto a titolo di risarcimento danni, e quindi con pregiudizio agli interessi legittimi dei creditori, si ritiene urgente
RICHIEDERE
notizie certe e sollecite sullo stato delle indagini istruite a seguito della raccomandata N. 8452 spedita in data 27/07/1994 al P.M. dr. Giovanni COLANGELO. In proposito l'istante intende richiamare l'attenzione anche sul già citato esposto datato 14 Dicembre 1993 indirizzato al Giudice Fallimentare dr. NANNA, laddove si segnalavano i rischi che, nelle more delle inchieste penali, l'ex collega concessionario Olivetti di Putignano Vittorio SPEDICATI avrebbe potuto mettere in atto i segnalati intendimenti di disperdere, con operazioni fittizie, il patrimonio illecitamente costituito grazie alla corruzione. Di tale argomento, peraltro, lo scrivente ne ha parlato a fine Gennaio '95 con il Cap. Giovanni FALCONE, del Nucleo Regionale di Polizia Tributaria. Nel primo verbale redatto nell'ufficio del predetto Cap. FALCONE, venne infatti riportato, tra l'altro, che alcuni dei timori in passato segnalati (si legga la citata raccomandata N. 8452) erano già in corso di perfezionamento (vedi compromesso di vendita della villa acquistata al fallimento della ditta Serio l'11/11/'93 a un certo VALENZA nonchè notizie sulla MOBILMET S.p.A. (proprietà fittiziamente sistemata ma, a causa della ridotta produttività causata da tangentopoli, in gravi difficoltà finanziarie e ciò nonostante con le banche poco preoccupate perché a conoscenza del vero proprietario che, stando ai si dice, ha già coperto le esposizioni!).
Pertanto, analogamente a quanto deciso per il caso "Corte di Appello", in presenza di risposta negativa, risultando i sopra richiamati atti istruttori già archiviati, lo scrivente intende fin d'ora
DENUNCIARE
quei magistrati (P.M., G.I.P. funzionari e/o responsabili di uffici di P.G. e chiunque altro si fosse reso responsabile di omissioni di atti dovuti) e ciò non solo per gli interessi generali e legittimi del sottoscritto piu' sopra già richiamati ma anche nell'interesse della stessa Magistratura barese, Istituzione che non può certo accrescere il prestigio a l'autorità dei magistrati che vi appartengono, chiedere ed ottenere collaborazione e fiducia dai "cittadini onesti", allorquando tra gli stessi giudici vi sono magistrati che si beffano dei giuramenti alla Costituzione, e quindi di quelle garanzie di onesta', obiettività e di indipendenza che la stessa Costituzione della Repubblica Italiana ha posto a fondamento dell'importante documento per rendere trasparente, legittima e serena l'amministrazione della giustizia.
Putignano, 15 Marzo 1996
f.to Mario Broglio Montani
LA SUDDETTA DENUNCIA, ALLEGATA AL DOSSIER "GIUSTIZIA IN PUGLIA DEL 20 DICEMBRE 1996 E, RICHIAMATA NUOVAMENTE NELL'INTEGRAZIONE DOSSIER DEL 24 OTTOBRE 1997, HA AVUTO UN SEGUITO DOPO OLTRE 5 ANNI DALLA PRESENTAZIONE, CON LA CONVOCAZIONE DEL DENUNCIANTE PRESSO L'UFFICIO DI P.G. DELLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI POTENZA AVVENUTA IL 9 MAGGIO DEL 2001!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
ECCO LA "LETTERA APERTA AL P.M. DOTT. SANTUCCI" CHE HA RICHIESTO L'ARCHIVIAZIONE
LETTERA APERTA AL P.M. dott. SANTUCCI
......Egregio Signor Pubblico Ministero,
in relazione ad un mio esposto-denuncia del 7 Marzo 1996 nei confronti dei componenti della III Sezione Penale della Corte di Appello di Bari, fui convocato, su Sua Delega, per il giorno 9 Maggio 2001 presso l’ufficio di P.G. (Polizia di Stato) di Potenza.
Ho appreso oggi che quel procedimento, iscritto al N. 3004/2000/21S della Procura della Repubblica di Potenza, risulta essere stato archiviato il successivo 8 Giugno 2001.
Questa archiviazione conferma, ove ce ne fosse bisogno, quanto da sempre sostenuto e cioè che la Giustizia in Puglia e Basilicata viene gestita alla luce dei gravi condizionamenti ambientali cui i magistrati di estrazione locale non sfuggono: scambi di cortesia, favori più o meno leciti, raccomandazioni, ricatti ecc. ecc.
La Sua determinazione di richiedere l’Archiviazione, al pari della vicenda che mi vede contrapposto al P.M. Vincenzo Barba, può definirsi un’altra indecente
V E R G O G N A
perché accertare la verità sulle accuse da me rivolte ai componenti della Corte di Appello era ed è di estrema semplicità: ho detto e ripetuto più volte che i componenti della Corte di Appello di Bari si sono resi responsabili di falsità ideologica e materiale avendo falsamente attestato nella Sentenza di assoluzione, l’esistenza in atti di documenti probatori mai esistiti.
In aggiunta alla Sentenza di primo grado agli atti che, se da Lei letta con la doverosa attenzione, avrebbe evidenziato da sola l’esistenza del grave reato, ho consegnato in occasione della convocazione del 9 Maggio 2001 a Potenza, copia del verbale stenotipico dell’udienza del Tribunale di Bari del 26 Ottobre 1994 e, in aggiunta, copia della Memoria depositata il 26 Aprile 1999 a Potenza al Processo che mi vedeva imputato di calunnia, memoria che ancor meglio evidenziava la verità dei fatti.
Accertare l’esistenza o meno dei documenti indicati nella sentenza di assoluzione, se a Lei stava a cuore conoscere la verità, era cosa semplice e veloce: richiedere al Tribunale di Bari i "documenti probanti" richiamati dal D’Innella e cioè la documentazione che riguardava gli inviti fatti dalla USL BA/14 e le offerte da questa ricevute dopo la riapertura dei termini di gara; questa richiesta avrebbe avuto una sola inequivocabile risposta: "i documenti richiesti non risultano agli atti".
Questo agevole e doveroso adempimento, che avrebbe "inchiodato" alle loro responsabilità i disonesti magistrati baresi, è però in contrasto con l’ambientale consuetudine di non mordersi tra colleghi e quindi, in barba ai doveri di imparzialità del Suo Ufficio, Lei si è reso responsabile, unitamente al G.I.P. che ne ha decretato l’archiviazione, del reato di omissione di atti e doveri d’ufficio.
Ma è in buona compagnia! C’è, insieme con Lei, per la stessa vicenda, un Suo assai temerario collega (ora alla Procura di Roma) che risponde al nome di Vincenzo Barba. Le allego, per Sua conoscenza, copia della "Lettera Aperta" a lui inviata in data 1 Marzo 2000 e per la quale, da oltre due anni, sono in attesa dell’auspicata querela.
Ormai sono rassegnato: La Giustizia non esiste o non è Uguale per Tutti!
L’unica soddisfazione che mi rimane è quella di aggiungere questa "Lettera Aperta" alle altre già presenti sul mio sito Internet: "Giustizia?! Quale…, dove… e quando? Magistrati, inquirenti e giudicanti, a disposizione dei potenti di turno" all’indirizzo http://www.brogliomontani.it .
Se riterrà questa mia lettera calunniosa, mi quereli senza indugio: Le sarò grato perché ciò costringerà finalmente qualcuno a verificare ciò che da più di sei anni vado inutilmente chiedendo.
Putignano, 5 Agosto 2002
f.to Mario Broglio Montani